AVilla Celestina arriva il rettore ma non l’accordo
CASTIGLIONCELLO. «Un piccolo passo avanti». É così che l'assessore Margherita Pia ha definito la visita del rettore dell'Università di Pisa a Villa Celestina. Sollecitato prima delle festività...
CASTIGLIONCELLO. «Un piccolo passo avanti». É così che l'assessore Margherita Pia ha definito la visita del rettore dell'Università di Pisa a Villa Celestina. Sollecitato prima delle festività natalizie dall'amministrazione, poiché il rettore Massimo Augello non conosceva la struttura se non sulla carta, il sopralluogo si è tenuto ieri mattina. Presenti anche i responsabili del dipartimento di Biologia Marina dell'Università. «Impressionato dalla bellezza del luogo» – questa la dichiarazione del rettore – che ha avuto piacere a visitarla per la prima volta. Un sopralluogo che si è tenuto insieme ai biologici pisani per verificare le potenzialità della struttura e studiare le modalità per valorizzarla al meglio in futuro. «Si stanno componendo i pezzetti di un lungo percorso – ha dichiarato l'assessore Pia – che auspichiamo tutti si concluda con un utilizzo completo e continuativo degli spazi di Villa Celestina. C'é bisogno infatti di un progetto integrato che riempia la struttura poiché il centro di Biologia marina come utilizzato fino allo scorso anno da solo non basta più. Nei prossimi giorni invieremo all'Università tutta la documentazione necessaria e aspetteremo le loro riflessioni. Se sarà necessario, programmeremo nuovi incontri anche presso la stessa struttura, dal momento che da parte dell'amministrazione vi è completa disponibilità per giungere al rinnovo della convenzione». Ricordiamo infatti che l'utilizzo dei laboratori che si trovano nei seminterrati di Villa Celestina, di proprietà del Demanio dello Stato (e in locazione agevolata fino al 2017 al Comune di Rosignano), prevedono una convenzione tra i due co-gestori, ossia l'amministrazione comunale e l'Università di Pisa. Stipulata circa tre anni fa, anche se il centro universitario non è mai realmente partito, è scaduta un anno fa. Microscopi e computer ammassati sui tavoli e prime crepe alle pareti: questo resta S dei 2,6 milioni spesi per il restauro. La paura è quella che l'ateneo pisano non rinnovi la convenzione, l'amministrazione si dichiara fiduciosa. «Non si possono costruire soluzioni finte, – conclude l'assessore Pia – una struttura così bella ed importante deve essere utilizzata al meglio e quindi per ora attendiamo che l'ateneo valuti la situazione complessivamente». «Nei prossimi giorni – ha dichiarato anche il rettore – approfondiremo dettagliatamente il discorso».
Elisa Pastore
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