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Villa Celestina, un rebus la convenzione con l’Università
In alto mare la convenzione Comune-ateneo. Pia propone una visita del rettore all’edificio: «Il professor Augello non l’ha mai vista»
La convenzione scaduta ormai da un anno per l'utilizzo dei laboratori di villa Celestina come centro di Biologia marina dell'Università di Pisa, rimane in alto mare. Inutilizzati dallo scorso dicembre, i seminterrati di uno degli edifici simbolo di Castiglioncello restano chiusi, dimenticati. «Dal momento che non l'ha mai vista di persona – ha detto l'assessore Margherita Pia – abbiamo chiesto che il rettore dell'Università di Pisa venga a Villa Celestina per visionarla e verificare le tipologie di attività e le possibilità reali di utilizzo completo, continuativo e totale degli spazi». A oltre tre anni dall'insediamento del centro di Biologia marina dell'Università, e ad uno dalla scadenza della convenzione infatti, il rettore non conosce la sede se non sulla carta.
Se dall'Università preferiscono non intervenire sull'argomento fino a decisioni concrete, l'assessore Margherita Pia che ha proposto il 27 dicembre come data utile per la visita, dichiara che «al momento non esiste ancora niente di sicuro sul futuro di Villa Celestina, certo è che sono conclusi i tempi d'oro delle Università e delle loro sedi distaccate». «La situazione economica generale – si leggeva infatti in una nota dell'amministrazione in seguito al primo incontro con l'Università del 5 dicembre – è mutata rispetto al momento in cui il rapporto fu instaurato nel 2008». La paura è che, con l’eventuale decisione di no rinnovare la convenzione da parte dell’ateneo, vadano di fatto sprecati i quasi 3 milioni di euro investiti per la riqualificazione della struttura.
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