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Viale Marconi, contrordine Cancellata l’isola pedonale
Alcuni negozianti hanno contestato le associazioni che hanno siglato l’accordo Stamani il Comune revocherà l’ordinanza e fin da sabato sera tornano le auto
CECINA. Macchina indietro. Da qui a Natale viale Marconi riaprirà al traffico nelle sere dei festivi e dei prefestivi. Oggi stesso l’ordinanza sarà revocata e la strada tornerà ad assumere il suo aspetto consueto, con le auto incolonnate in lunghe file. I commercianti della trafficata arteria cittadina, dopo i primi giorni di chiusura ai veicoli, hanno respinto l’accordo a suo tempo stipulato tra amministrazione comunale, Confesercenti, Confcommercio e Ccn (centro commerciale naturale) e lunedì mattina si sono recati in folta delegazione a palazzo civico, dove hanno incontrato il sindaco e l’assessore Carli. «Eravamo in 12 e rappresentavamo alcune attività commerciali del viale - spiega Franco Rindi, il titolare del negozio Satoma al quale si sono rivolti i negozianti infuriati -, che più del mio hanno subìto danni dalla chiusura della strada. La nostra esasperazione è dovuta a una scelta incomprensibile e da essa è nato lo sfogo che, mi pare, il sindaco ha recepito. Siamo convinti che la chiusura del viale non sarà riproposta». In pratica è stata disconosciuta la rappresentatività delle associazioni di categoria e del Ccn che hanno sottoscritto l’intesa con l’amministrazione comunale. Ma soprattutto è stato contestato l’avallo alla chiusura dato dal presidente del Centro commerciale naturale, Roberto Bartoli: «A questo proposito - ha aggiunto Franco Rindi - abbiamo contattato l’ex presidente Catia Giannoni. Ebbene lei si è espressa a nostro favore, sostenendo di aver dialogato a lungo con Roberto Bartoli, contestandone la presa di posizione».
L’assessore al traffico, Michele Grosso (assente alla riunione di lunedì mattina) ha confermato che oggi stesso l’ordinanza sarà ritirata. Tuttavia tiene a distinguere due aspetti: viabilità e commercio. «Per quanto riguarda il primo - spiega - l’esperimento è riuscito perché abbiamo evitato le file e riempito i posteggi periferici, a partire da quello della Ladronaia, invitando così le persone a raggiungere il centro a piedi. Mi preme sottolineare che l’allargamento della Ztl non è nato per caso, ma è stato un percorso condiviso tra il Centro commerciale naturale, la Confesercenti e la Confcommercio. Insomma un progetto studiato a tavolino e non inventato. Gli interessati ne erano al corrente». Ma è evidente che, per usare un eufemismo, la rappresentatività espressa dalle associazioni debba essere sottoposta a revisione: «D’altra parte anche noi possiamo confrontarci con le associazioni di categoria - aggiunge Grosso -. La cosa era già stata sperimentata e se i nostri interlocutori non erano rappresentativi, avrebbero dovuto dirlo».
Insomma un mezzo pasticcio, che in primo luogo presuppone la revisione dei rapporti all’interno della compagine dei commercianti cecinesi. Tuttavia Rindi ridimensiona la soddisfazione espressa dall’assessore: «Anche a proposito della viabilità ci sono degli aspetti inquietanti - spiega -. A partire dai cartelli bilingue del tutto fuorvianti, posti alla rotatoria di piazza XX Settembre, all’angolo tra piazza Carducci e viale Marconi e a quello tra lo stesso viale Marconi e via Volta. Senza dimenticare quello tra via Rossini e via Amendola. Tutti tesi a dirottare il traffico in “tutte le direzioni” verso la rotatoria dell’ospedale ma omettendo volutamente di indicare il centro cittadino, la stazione, il porto turistico, il cimitero e Marina di Cecina». Il risultato, secondo Rindi, ha coinciso in un maggiore inquinamento, senza benefici aggiuntivi. È probabile che dopo questa vicenda nessuno parli più della pedonalizzazione di viale Marconi. Almeno fino a quando non sarà fatto un piano sull’intero centro cittadino. Ma, stante la crisi, prima di ciò passeranno anni e anni.
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