Il presidio
La Pineta nella top ten mondiale secondo il Financial Times
Luciano Zazzeri, patron e chef della Pineta, a Marina di Bibbona, verace e semplice, di tradizione toscana, è uomo di mare e di macchia, maestro in cucina e affezionato alla sua terra. Da...
BIBBONA. Luciano Zazzeri, patron e chef della Pineta, a Marina di Bibbona, verace e semplice, di tradizione toscana, è uomo di mare e di macchia, maestro in cucina e affezionato alla sua terra. Da dove è riuscito a creare uno dei ristoranti che proprio qualche giorno fa è stato inserito, come unico italiano, nella prestigiosa classifica (13 le posizioni) stilata dal giornalista gastronomico Nicholas Lander, del Financial Times. Affabulatore instancabile, non è raro che Zazzeri si sieda a tavola con i suoi ospiti, integrandosi in conversazioni e storie affascinanti, sulla pesca e sulla caccia. Ma anche sul suo lavoro, sulla magia della cucina. Ed è proprio questa una delle note che emerge dal giudizio che lo ha portato ai vertici della top list mondiale con altri ristoranti in America, Australia, Francia, Inghilterra. Lo scrive il giornalista, che la familiarità che si respira è unica. Sì, perchè la "baracca dello Zazzeri" è un luogo fermo nel tempo. Fermarsi a cena è come compiere un viaggio temporale attraverso il gusto, distratti solo dalla brezza marina. Traghettati da uno chef lontano dagli standard e dal canonico modo di intendere uno cuoco, stellato e distante dai clienti. E dai gemelli in sala, un esempio di essenzialità ed efficienza mai invadente. Tra i piatti citati la panzanella con lo sgombro e i cappellini freschi ai frutti di mare con bottarga di muggine, e non poteva mancare la sua "cattolica lista del vino". Una descrizione quasi sacra.
«In effetti può sembrare una lista biblica - scherza Zazzeri - ma solo per la voluminosità. Il riconoscimento fa un effetto strano, non ho ancora ben realizzato. Resti attonito quando sei celebrato a livelli così importanti. Credo che sia stata considerata la libertà che il mio locale consente, lontano dalle ingessature e dall'imbarazzo che alcuni posti impongono. Non è un ristorante sterile ma dove la componente umana e il contatto coi clienti è al primo posto. Ho sempre trattato tutti alla stessa maniera».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
