Il Tirreno

SABATO PROSSIMO

Mobilitazione a Firenze in difesa dei piccoli ospedali

CECINA. Il comitato Pro Ospedale allarga i propri confini ed i confini della protesta. Ormai è una parte integrante del Crest (comitato regionale emergenza sanitaria Toscana) che conta ormai 66...

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CECINA. Il comitato Pro Ospedale allarga i propri confini ed i confini della protesta. Ormai è una parte integrante del Crest (comitato regionale emergenza sanitaria Toscana) che conta ormai 66 comitati civici e che si è costituito per la salvaguardia dei piccoli ospedali toscani dai tagli e dal rischio cancellazione. Il comitato cecinese, pur occupandosi di un ospedale non piccolo, ha dato il proprio sostegno al Crest e per questo sabato prossimo sarà a Firenze per una grande manifestazione popolare a difesa della sanità pubblica. Lo slogan della manifestazione, che prevede un concentramento in piazza dell’Indipendenza, è: «No allo smantellamento dei nostri ospedali, non restiamo a guardare, difendiamoli». E ancora: «Noi vogliamo vivere dove siamo stati». Alla manifestazione parteciperà anche una nutrita delegazione del comitato Pro Ospedale della Bassa Val di Cecina con Don Reno Pisaneschi che sarà uno tra i tre oratori che interverrà in piazza Santa Maria Novella. Scopo dell’iniziativa è far sentire la voce dei comitati toscani alla Regione. Non per caso il corteo passerà anche davanti agli uffici del governo regionale. «Tutta la Toscana - spiega don Reno, presidente del comitato Bvc - si sta mobilitando a difesa della sanità e dei servizi. Noi stessi abbiamo partecipato ad incontri organizzati dal gruppo di San Marcello Pistoiese dove c’è un ospedale praticamente svuotato. E per trasportare un infartuato dalla montagna a Pistoia ci vogliono 40 minuti....». I membri del comitato di San Marcello sono poi stati a Cecina il 22 novembre scorso. Ora abbiamo realizzato un fronte comune che vede San Marcello, la Lunigiana,la Val di Chiana, l’Elba la Bassa Val di Cecina unite per la salvaguardia dei nostri ospedali».

Sulla situazione locale don Reno e Alessandro Tinti (portavoce del comitato), aggiungono: «Noi la nostra azione l’abbiamo fatta. Ora attendiamo i fatti». «Hanno detto che ci restituivano la cardiologia, poi hanno fatto retromarcia, ora dicono che si sistemerà la situazione dopo gennaio. Intanto noi abbiamo chiesto un incontro alla nuova direzione aziendale già da mesi, ma non ci è stata data ancora risposta». «L’impressione - dice Tinti - è che questa azienda faccia come i gamberi, un passo avanti e tre indietro». Intanto il comitato fa notare come i progetti per l’ospedale di Cecina (il cosiddetto mini Pal) sono nei cassetti della Regione, ma da Firenze non si è mossa foglia. «Aspetteranno le elezioni», fanno notare polemicamento i due interlocutori del comitato. Che intanto promettono battaglia a Firenze.

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