400 firme per “salvare” il teatro Solvay
Petizione organizzata da Opificio: «Una fondazione pubblico-privato per aprire la struttura a tutte le associazioni»
Si è discusso del futuro del teatro Solvay alla tavola rotonda organizzata dall'Opificio a villa Celestina. L'associazione culturale senza fini di lucro, da mesi ha realizzato una raccolta di firme per valorizzare un patrimonio che dovrebbe appartenere all'intera comunità. Sono state circa 400 le persone che grazie ad una campagna di sensibilizzazione hanno sostenuto la causa: ridare un futuro e un'identità al teatro. Il futuro del teatro è incerto ormai da anni, da quando nel 2009 fu messo in vendita e da allora, nonostante l'amministrazione abbia più volte richiesto la gestione in comodato gratuito, un accordo reale non c'è mai stato. Una vicenda rimasta da allora sospesa e che i rappresentanti dell'Opificio vorrebbero sbloccare. «Proponiamo - dice Daiana Sammuri - una fondazione mista pubblico e privato, la tipologia più ottimale sia per gli investimenti che per la gestione, nella quale l'onere patrimoniale della manutenzione straordinaria sia a carico dell'amministrazione mentre la gestione ordinaria a carico dei privati. Il tipo di utilizzo, da quello di più immediato consumo fino ad un più raffinato linguaggio espressivo, dovrebbe essere quello paritario in cui tutte le associazioni dovranno aver uguale diritto ad usufruirne». Il sindaco sarebbe favorevole alla proposta avanzata dall'Opificio. Un progetto che, laddove venga sviluppata una riflessione sul senso da dare ad un teatro di 600 posti, che andrebbe sicuramente ristrutturato, riconsegnerebbe un'identità a Rosignano, offrendole opportunità di crescita culturale, sociale e formativa.
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