Residui di olio nel torrente azienda agricola nei guai
A Santa Luce la polizia provinciale di Pisa ha sequestrato oltre 5 ettari di campi L’accusa è di abbandono e smaltimento irregolare di rifiuti nei campi coltivati
SANTA LUCE. Cinque ettari e mezzo di terreni agricoli sequestrati, insieme a due vasche usate come deposito delle acque reflue e a tutti gli attrezzi per lavorare nei campi. Questo l’esito di un’operazione “ambientale” portata avanti nei giorni scorsi dalla polizia provinciale di Pisa, insieme a quella di Livorno, ai vigili di Santa Luce e agli agenti della Forestale di Riparbella, sul territorio di Santa Luce.
A finire nei guai un’impresa agricola che adesso dovrà rispondere alle accuse di abbandono e smaltimento irregolare di rifiuti.
Tutto è cominciato giovedì mattina, quando un’azienda vivaistica lungo la provinciale 206 si è resa conto che all’interno del torrente Savalano, che corre lungo i campi a cavallo tra le province di Pisa e di Livorno, erano presenti grossi quantitativi di materiali scuri e maleodoranti. I titolari dell’azienda hanno contattare la polizia provinciale di Livorno. «Abbiamo registrato - spiega il comandante Maurizio Trusendi - una effettiva contaminazione all’interno del torrente, è emerso in modo evidente che si trattava di reflui della lavorazione delle olive».
Ovvio che gli agenti della polizia provinciale hanno deciso di risalire il corso del ruscello per capire da dove arrivasse dello sversamento. Dato che il Savalano proviene dal territorio di Santa Luce, in provincia di Pisa, sono stati immediatamente allertati anche i colleghi di Pisa. Per analizzare il materiale sversato nel fiume, è stata contattata l’Arpat.
Gli agenti della polizia provinciale di Pisa, controllato il corso del Savalano, si sono resi conto che la contaminazione proveniva da un’azienda agricola in zona Macchia verde, sul territorio di Santa Luce. Dalle verifiche, coordinate dalla provinciale di Pisa alla presenza dei vigili urbani di Santa Luce e del corpo forestale di Riparbella, è emerso un ruscellamento e ristagno di materiali derivanti dalla lavorazione delle olive.
Nel dettaglio, sui terreni che fanno capo all’azienda agricola sono state trovate due vasche, solitamente usate come deposito di acque reflue, piene di prodotti della lavorazione delle olive. Si tratta di materiali - come spiegano anche dalla polizia provinciale di Pisa - che vengono usati per la “fertirrigazione”, una forma di irrigazione che permette anche di fornire ai terreni sostanze nutritive. Il problema, come precisano dalla polizia provinciale, è che questo tipo di irrigazione deve essere effettuata in quantitativi ben limitati e secondo metodologie predefinite. Sembra invece che dalle vasche dell’azienda agricola di Santa Luce il materiale di scarto fuoriuscisse liberamente e dopo essersi accumulato nel terreno sottostante, finisse direttamente all’interno del torrente Savalano. I materiali di scarto, trasportati dalla corrente, sono poi stati notati dall’azienda vivaistica che opera più a sud, lungo la via Emilia nel territorio di Rosignano Marittimo. La polizia provinciale ha quindi eseguito il sequestro penale di cinque ettari e mezzo di terreni che fanno capo all’azienda agricola santalucese. Non solo, perché gli agenti hanno provveduto a sequestrare anche le due vasche da cui fuoriusciva il materiale (si parla di 15mila litri) e anche i mezzi abitualmente usati, vale adire un trattore e un rimorchio con autobotte.
Mentre l’Arpat di Livorno sta portando avanti le analisi delle acque del Savalano per verificare il grado di contaminazione, l’area circostante l’azienda agricola è stata sequestrata. Adesso i titolari, accusati di abbandono e smaltimento irregolare di rifiuti, dovranno provvedere alla competa bonifica dei terreni.(a.c.)
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