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Servono almeno mille firme per il referendum sul nome

Servono almeno mille firme per il referendum sul nome

Incontro tra albergatori e sindaco, si va avanti con Marina di Rosignano Ma una consultazione difficilmente si potrà fare prima delle prossime elezioni

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ROSIGNANO. Occorreranno circa mille firme per indire un referendum attraverso il quale i cittadini residenti potranno esprimersi sulla proposta di cambiare il nome alla frazione di Rosignano Solvay. Ma i tempi si fanno lunghi perché, come ha spiegato Giovanni Guidi presidente dell’Unione Albergatori, secondo il Regolamento Comunale “le consultazioni debbono rispettare un arco di tempo di sei mesi dalle elezioni”. Facendo due conti, le elezioni dovrebbero tenersi tra maggio e giugno, sembra improbabile che i cittadini possano esprimere a breve un loro parere sulla proposta lanciata a metà luglio dagli albergatori e da un gruppo di operatori turistici di Rosignano. Intanto è avvenuto l’incontro tra Guidi e il sindaco Alessandro Franchi. Il presidente dell’Unione Albergatori ha spiegato al primo cittadino le ragioni della proposta che da mesi sta animando il dibattito rosignanese tra coloro che non vogliono rinunciare alle radici storiche del paese nato attorno alla fabbrica Solvay ancora oggi polo economico di rilievo e tra chi, invece, intende guardare ad un futuro rivolto principalmente ad una economia turistica e commerciale della frazione. «Il sindaco – ha detto Guidi – mi ha illustrato lo Statuto Comunale. Il primo passo da fare è quello di costituire un gruppo di persone, un comitato, per stendere il quesito referendario al quale i cittadini potranno rispondere solo con un si o con un no. Ma, la cosa più importante e impegnativa, sarà organizzare banchetti o incontri per raccogliere circa 1000 firme da mettere a calce del quesito da proporre. Quesito che verterà solo sul cambio di nome della frazione: da Rosignano Solvay a Rosignano a Mare».

Facendo due calcoli dovranno infatti essere circa un migliaio i cittadini che dovranno firmare la richiesta di referendum.

«Come è scritto sul regolamento – continua Guidi – è possibile indire un referendum quando la richiesta viene da un numero di cittadini pari al 4,5% degli iscritti alle liste elettorali. Oltre ai residenti con diritto al voto, possono sottoscrivere la richiesta anche i residenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. Nonostante la consapevolezza che i tempi si allungano, siamo convinti ad andare avanti. Il prossimo passo, dunque, sarà quello di indire una nuova assemblea per parlare ancora una volta della proposta ma, soprattutto – conclude Guidi – per formulare il quesito e costituire un gruppo di persone pronte a raccogliere le firme necessarie».

Alessandra Bernardeschi

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