Incarico sospeso a Di Lascio «Ora chiarisca»
Benedetti al consigliere: «Non mi ha creduto» Dirigenti potenti?«È la politica che è debole»
CECINA. L'incarico a Di Lascio? Per il momento è "congelato". Benedetti aspetta l'esito di un incontro chiarificatore, atteso per la settimana prossima. Se non ci sarà, vien di seguito che il consigliere dovrà rinunciare al ruolo di delegato alle politiche giovanili. «E' una questione di fiducia», dice il sindaco. «E a metterla in discussione non sono stato io, ma lui, che non ha creduto alle mie parole».
Stefano Benedetti parte dal caso Di Lascio per una sorta di verifica di "fine mandato". E indica le priorità degli interventi (regolamento urbanistico, piano della costa, procedura per il Conad, apertura del centro di via Ambrogi, palacongressi e arginatura del fiume Cecina). Mette a tacere - o perlomeno ci prova - i malumori nella casa comunale per lo strapotere dei dirigenti. E sulle nuove polemiche per il porto e i danni alla costa, ribatte: «E' un'opera fondamentale per rilanciare il turismo», non un passo indietro.
Sindaco, partiamo dalla polemica di questi giorni. Il cosiddetto "caso Di Lascio" ed il bando sulla stagione musicale nel mirino.
«C'è un aspetto di merito, ed è il bando della stagione su cui l'amministrazione comunale ha garantito la massima trasparenza. La stagione ha avuto un ottimo risultato pur essendo stata allestita con minori risorse. Gli spettacoli sono stati di qualità, c'è stato un aumento delle serate gratuite e l'obiettivo che ci eravamo posti è stato centrato».
Poi arriva Di Lascio che mette in discussione la trasparenza di uffici e amministrazione…
«Prima c'è un'interrogazione del consigliere Villani al quale viene data una risposta precisa e dettagliata sul bando di gara. Poi sulla questione Di Lascio chiede chiarimenti. Premetto che questa è una legittima attività e prerogativa di un consigliere ed è giusto che sindaco ed amministrazione rispondano. Sono stato io a dirgli, se hai dei dubbi mettili per scritto».
Però quella risposta gli uffici non l’hanno data e lui ha presentato un'interrogazione, no?
«No. Non è così. Ho assicurato a Di Lascio che gli uffici stavano preparando la risposta e che l'avrebbe avuta. Nonostante ciò Samuele ha deciso di presentare un'interrogazione scritta, atto che, ripeto, è nelle sue prerogative. Quello che mi amareggia è che nell'interrogazione lui afferma di non aver avuto risposta dagli uffici quando gli avevo personalmente assicurato che l'avrebbe avuta di lì a poco. E così è stato. Gli uffici hanno risposto con le motivazioni che conoscete»
Poi venerdì in consiglio comunale Di Lascio è intervenuto ed ha parlato di gogna…
«Devo dire che il suo intervento in consiglio non aiuta. Perché alla base di tutto c'è il fatto che Samuele ha mancato di fiducia nei miei confronti mettendo in discussione la mia parola».
Significa che Di Lascio non è più il suo fiduciario per le politiche giovanili?
«Per quanto mi riguarda questo incarico che, lo ripeto, non è una delega, è momentaneamente congelato. In settimana prossima parlerò con Samuele per vedere se un chiarimento è possibile. Certo, alcune sue posizioni rigide non aiutano. Ma vedremo. Il giudizio sul suo operato in questi anni resto positivo»
Lui dice di essere stato fatto fuori anche dall'organizzazione delle Notti della Legalità. E cosi?
«Abbiamo concordato un percorso con lui, c'è un atto di indirizzo che ha approvato. Ad oggi non mi risulta che ci stato un affidamento formale. Poi ricordo, c'è un soggetto gestore incaricato della parte tecnica»
Questa vicenda dà il segnale di un irrigidimento nel rapporto fra funzionari comunali e politici. Non crede?
«Non direi. Ci sono degli aspetti formali che devono essere rispettati e, ripeto, gli uffici hanno risposto nei tempi ed in maniera esaustiva. Alla politica spetta il compito di indirizzo e controllo»
Però di rapporti tesi fra dirigenti comunali e dipendenti ne parlano i sindacati, ne parla la relazione sullo stress, ci sono vicende recenti che testimoniano un certo nervosismo. Si dice che i dirigenti comunali esercitino ormai un potere eccessivo. E cosi?
«La Bassanini ha introdotto un principio per cui i dirigenti garantiscono la legittimità degli atti, la politica detta gli indirizzi. Questa dicotomia talvolta genera rapporti che necessitano di confronto ed attenzione. C'è poi un altro problema che è quello della debolezza della politica a partire dal livello nazionale e questo è legato ad un ingarbugliarsi delle normative che rende più difficile amministrare».
Resta il fatto che i dipendenti comunali di Cecina risultano stressati, no?
«Il rapporto sullo stress era previsto dalla legge e devo dire che a Cecina risulta uno stress medio. Il valore è medio alto solo all'anagrafe dove esistevano situazioni di sofferenza del personale sulle quali siamo intervenuti. Voglio far notare che in soli 5 anni a Cecina si è passati da 189 a 166 dipendenti, abbiamo il rapporto fra dipendenti e abitanti tra i più bassi, abbiamo il blocco delle assunzioni e lo stop agli avanzamenti di carriera. Devo ringraziare i dipendenti del Comune per la consapevolezza che hanno maturato di vivere un periodo così difficile per il comparto pubblico»
Tornando ai dirigenti, avevate approvato un documento per la rotazione. Che fine ha fatto?
«Siamo un po' ritardo, completeremo la verifica entro l'anno. Il procedimento è in ritardo perché è legato alla normativa nazionale anticorruzione che è stato rinviato. Tuttavia non siamo rimasti con le mani in mano ma abbiamo approvato in questi giorni il piano degli obiettivi e delle performances a cui è legata la corresponsione di una parte della stipendio»
Cambiamo argomento. La legislatura si appresta a chiudere. Quali sono le priorità negli interventi?
«Vorrei concludere il restauro del Comune Vecchio, aprire il centro di via Ambrogi per cui vanno definite gestione ed arredi, l’arginatura del fiume, completare gli adeguamenti del patrimonio scolastico. E naturalmente approvare il regolamento urbanistico, il piano particolareggiato della costa e chiudere le procedure per la Conad di Palazzi».
E il viale a mare?
«Coi soldi bloccati puntiamo ad inserire il lotto dei lavori da terminare in un’operazione di permuta. Ma si andrà a dopo l’estate 2014. Prima mi preme completare i lavori antierosione»
A proposito di erosione, la Regione vi chiede un costante monitoraggio anche alla luce dei lavori per il porto.
«E noi lo stiamo svolgendo»
Non crede che i lavori al porto possano mettere ulteriormente a rischio la tenuta del nostro litorale dal punto di vista ambientale?
«Guardi, sono 30 anni che combattiamo l’erosione. Laddove c’è stato un peggioramento della situazione, come davanti al Villaggio Francese, dipeso o meno dal porto, siamo intervenuti e i tecnici della Provincia stanno studiando un progetto più strutturale. Quanto al porto, la ritengo un opera fondamentale per il rilancio della città e della nautica. Saremo vigii erché le prescrizioni date in sede di valutazione ambientale siano rispettate».
Un’ultima cosa, sindaco. Si ricandiderà?
«Le confesso, non ho ancora deciso».
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