Il Tirreno

Di Lascio, fuoco incrociato. Il sindaco: mi ha sfiduciato

di Rino Bucci
Di Lascio, fuoco incrociato. Il sindaco: mi ha sfiduciato

Stefano Benedetti e il segretario Pd, Benedetto Roventini, rovesciano le accuse. «Nessuna anomalia nel bando musicale». Domani si riunisce anche il partito

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CECINA. Basterebbero i titoli di due film per descrivere gli effetti dell’interpellanza presentata da Samuele Di Lascio: “C’eravamo tanto amati” e “La matassa”. Il primo perché riassume in quattro parole la fine di un rapporto di fiducia (anche se non si capisce chi non si fida più di chi) e il secondo perché il percorso seguito al j’accuse del consigliere assume tratti sempre più ingarbugliati.

Oggi si registra la reazione del sindaco Stefano Benedetti. «Sono dispiaciuto e amareggiato – dice Benedetti – perché avevo affidato a Di Lascio un incarico importante, di consulenza sulle politiche giovanili. Lui mi ha chiesto un incontro per espormi dubbi sulla gestione del bando. Gli ho detto di mettere per iscritto le rimostranze, le avrei sottoposte agli uffici. Invece di aspettare, Di Lascio ha preferito presentare anche un’interpellanza. A questo punto è lui che non si fida più di me». Non chiede le dimissioni, il sindaco. Però, fa capire che la «consulenza» ormai non esiste più. Secondo Di Lascio, quella consulenza era sparita da tempo: impedita già dall’estate per l’ostruzionismo dei dirigenti. Domani si riunirà anche il partito. Tema: la sparata del consigliere (lui non ci sarà). «Samuele, se voleva intraprendere una battaglia – dice Benedetto Roventini, responsabile dell’unione Pd cecinese – avrebbe dovuto parlare con il partito. L’avevo invitato a presentarsi quando uscì il suo intervento contro l’assegnazione della stagione musicale, in estate. Ha declinato». Però, c’è un sms inviato qualche settimana fa da Di Lascio a Roventini in cui si chiedeva un incontro. Forse, avrebbe evitato la boutade, ma il responsabile del Pd ha traccheggiato. «Volevo aspettare la fine dei congressi», si difende. E la tessera? «L’iscrizione non si nega a nessuno – chiude Roventini – quindi se Di Lascio vuole la tessera ben venga anche se va detto che non si è presentato al congresso…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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