Il Tirreno

L’addio al vescovo che stava con la gente e parlava ai giovani

di Sabrina Chiellini
L’addio al vescovo che stava con la gente e parlava ai giovani

Lutto in tutta la diocesi per la scomparsa del sacerdote Non si era ripreso da una caduta dalle scale: aveva 89 anni

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PONTEDERA. Un prete e un vescovo tra la gente. Il sacerdote cercato da molti, pronto ad ascoltare. Con un sorriso sapeva consolare e aiutare. Monsignor Vasco Bertelli, 89 anni, vescovo emerito di Volterra, è morto, ieri mattina a Firenze, nel convitto per parroci dove si era ritirato nell’ultimo anno allontanandosi, ma solo fisicamente, dalla “sua” Pontedera, la città dove era nato (a Madonna dei Braccini) e dove ha trascorso tutta la sua vita fatta eccezione per i quindici anni in cui è stato vescovo della diocesi di Volterra (dal 1985) su nomina di Papa Giovanni Paolo II.

A Pontedera monsignor Bertelli ha svolto quasi tutto il suo servizio, prima come cappellano del Duomo e del Villaggio Piaggio, priore di San Giuseppe Fuori del Ponte e come proposto e vicario foraneo di Pontedera. Dal 2009 era canonico onorario del capitolo metropolitano della Chiesa primaziale pisana. Dopo la morte del nipote Stefano anche la salute di monsignore ha cominciato a vacillare. Prima era stato colpito da un’ischemia e poi, dopo un ricovero al Lotti, la decisione di trasferirsi nel convitto per parroci “in pensione” a Firenze. Un’assenza subito notata da chi era abituato a ricevere le sue pacche sulle spalle e gli immancabili scappellotti. Era il suo modo di salutare, di entrare in contatto con lui che per strada salutava tutti, sempre vicino ai giovani.

Poche settimane fa, dopo una brutta caduta sulle scale dell’istituto fiorentino, l’inizio di un calvario. Ma faceva ben sperare la forza che don Vasco aveva dimostrato in tante occasioni e nei momenti di lutto che avevano colpito la sua famiglia. Invece, negli ultimi due giorni la situazione è peggiorata fino alla morte.

Chi lo conosceva sa che non avrebbe voluto mai invecchiare per restare in mezzo alla sua gente. E fino a quando le forze sono state dalla sua parte monsignor Bertelli ha continuato a viaggiare nei pellegrinaggi. Non sapeva dire neppure lui quante volte (più di cento sicuramente) era stato a Lourdes («Vado a casa mia», diceva prima di ogni partenza). A cominciare dal 1952, con l’Unitalsi o con gli Scouts. Ovviamente dopo le dimissioni dal servizio episcopale non si considerava “in pensione” e aveva continuato a svolgere una ricca attività pastorale sia a Pontedera che in tutta la provincia, sempre pronto a recarsi su invito a feste patronali, conferenze, funzioni religiose e convegni.

La salma arriverà domani mattina da Firenze e sarà trasferita nel Duomo di Pontedera dove, con inizio alle 12, sarà celebrata dall’arcivescovo di Pisa e dai sacerdoti della diocesi. Nel pomeriggio di domani la salma sarà trasferita nella cattedrale di Volterra dove alle 16 sarà celebrato il funerale. Monsignor Bertelli sarà sepolto nel Duomo della città etrusca come spetta ai vescovi e secondo quelle che erano le sue volontà, pur essendo sempre rimasto legato alla sua città d’origine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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