Il Tirreno

Scuola di politica, la difesa «Lo scandalo che non c’è»

Scuola di politica, la difesa «Lo scandalo che non c’è»

I tre consiglieri iscritti al corso pagato dal Comune smontano le polemiche «Qui non si fanno vacanze esotiche o cene di lusso, andiamo solo a informarci»

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Sono scocciati e un po’ sorpresi. Non si aspettavano proprio di finire nell’occhio del ciclone per la partecipazione ai corsi della scuola di politica di Armunia. Parliamo dei consiglieri comunali Francesco Bartalesi (Pd), Nerina Monti (Gruppo misto) e Lucia Croce (presidente). «Non lo meritiamo, qui non c’è alcun Batman Fiorito. La politica a questi livelli la si fa per passione ed è più una rimessa che altro». Il giorno dopo Bartalesi è amareggiato e ci tiene a chiarire la vicenda. «Nessuno scandalo, non ci sono cene faraoniche o vacanze esotiche, volevamo solo imparare qualcosa di utile – spiega – La partecipazione a questo genere di attività è prevista dal regolamento del consiglio comunale (articolo 10, ndr). I gruppi hanno a disposizione un budget e ho pensato che frequentare un corso di politica potesse essere saggio. Con tutte le novità normative che ci sono, tra Trise, Tasi, Fasi e via dicendo, non è difficile rimanere indietro. Invece di chiedervi perché noi tre partecipiamo a questa iniziativa – conclude Bartalesi – fareste bene a domandarvi come mai gli altri 27 consiglieri non si sono iscritti».

Anche la presidente del consiglio comunale Lucia Croce non accetta che si gridi allo scandalo: «Ciascun consigliere ha a disposizione circa 300 euro – spiega – Sono soldi che possono essere spesi per attività di questo tipo, utili all’espletamento del mandato. Mi stupisce che nessuno si sia mai accorto che si fanno corsi di formazione: aggiornarsi sulle novità normative mi sembra cosa ovvia e doverosa. Intendiamoci, parliamo di opportunità economiche perché master o corsi di perfezionamento a Roma e Milano di certo non possiamo certo permetterceli. Organizza Armunia? È una delle attività indicate nello statuto di Fondazione e associazione, niente di strano. Al contrario, mi sembra che si cerchi la polemica: nel giugno scorso abbiamo destinato 4.800 euro provenienti dal budget del consiglio all’acquisto di strumenti musicali per la scuola media. Ma in quell’occasione nessuno si è interessato all’argomento».

Anche Nerina Monti (Gruppo misto), è a dir poco sorpresa dal clamore della vicenda. «La politica a questi livelli non è certo fatta per denaro – spiega – Qualcuno si è mai chiesto quanto spende un consigliere di benzina o di telefono. Oramai l’antipolitica è dominante e anche noi siamo finiti dentro questo tritacarne. Mi domando, però, se alimentare un simile clima sia un bene o un male per il Paese».

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web