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Furti di cani e volatili è guerra aperta nel mondo della caccia

Furti di cani e volatili è guerra aperta nel mondo della caccia

Sempre più frequenti le sparizioni di segugi da competizione Lucchesi: «Reati da denunciare, c’è un agonismo eccessivo»

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CASTAGNETO CARDUCCI. Sono nate “nuove mode” nel mondo venatorio di Castagneto Carducci. Alcune innocue altre invece più preoccupanti. Si può parlare di dispetti tra cacciatori, dettati da invidia, per esempio, ma quando invece si rubano cani da caccia da gara, la faccenda prende un’altra piega. Spariscono anche i volatili, come piccioni e colombi, cacciati dai gruppi e messi al sicuro in gabbie nei capanni di proprietà. Insomma, quello che emerge, è il compiersi di atti più o meno gravi e illeciti veri e propri. E con diversi obiettivi. Di storie in giro per il paese ne circolano parecchie.

Il cacciatore. «Sì, ne succedono di episodi simili – conferma Lorenzo Orsini, cacciatore e proprietario di una carrozzeria nella zona industriale del paese – ma negli ultimi mesi sono aumentati. Quello dei cani è un argomento a parte. Io non ne ho, ma credo che gli interessi siano diversi perché si toccano animali non utilizzati solo per la caccia, ma anche per le gare. Quindi di valore. Sono almeno due gli episodi di furto capitati negli ultimi mesi. Uno a settembre, proprio nel periodo pre-caccia. In quel caso si voleva causare un danno al cacciatore nel momento dell’apertura della stagione venatoria. Per i colombi poi, furti e spregi ci sono sempre stati. C’è da dire che il cacciatore è per natura invidioso e quindi spesso questi episodi sono legati a rivalità e smanie di protagonismo. Noi, nel nostro capanno, teniamo 30-40 piccioni e per fortuna, personalmente, non abbiamo subito danni di questo tipo ma a qualche amico e collega è andata peggio». Qualche giorno fa, sulla pagina Facebook del Canile di Donoratico è comparso un post in cui si parla di fatti ancora più incresciosi: furti di cani con richiesta di riscatto.

L’esperto. «Episodi che non hanno niente a che vedere con la buona pratica di caccia», ci tiene a precisare il dottor Paolo Lucchesi, presidente Arci caccia di Donoratico e direttore della Società della Salute. «Quello dei furti di cani è un reato e come tale va denunciato. Gli episodi dei colombi sono deplorevoli. In ambedue i casi, per di più, ci sono di mezzo soggetti terzi, gli animali. Non si tratta di canzonature e di scherzi, sono questioni serie. E soprattutto eticamente condannabili. I cacciatori proteggono il territorio, sono contro il bracconaggio, anzi aiutano gli animali e vogliono tutelare e garantire la loro riproduzione. Chi compie certe azioni non ha il dna del cacciatore che ha una storia e una filosofia ben diversa, di presenza e sodalizio col territorio e i suoi abitanti. Non capisco tutto questo agonismo che non riconosco nel modus operandi dei cacciatori che devono invece socializzare, collaborare e mirare a finalità comuni. Certo – conclude – dal punto di vista sociologico stiamo attraversando un periodo storico estremo, in cui si è acuita la percezione del possesso, del primato. In passato certi episodi non si verificavano con tale frequenza».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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