I dipendenti comunali? Sfiduciati e demotivati
La relazione di una psicoterapeuta (costata 11mila euro) rileva tensioni sul lavoro. Si parla di “rischio medio di stress”. All’anagrafe lavoratori contro il funzionario
CECINA. Sfiduciati e poco apprezzati, confusi dall’organizzazione ballerina del lavoro, logorati dall’atteggiamento dei dirigenti. La carriera? Quella sì che è un’ambizione abbandonata anni fa. Ecco uno spaccato di vita quotidiana che emerge da un documento ufficiale. Si tratta della relazione sullo stato di stress dei dipendenti del Comune di Cecina. Per inciso, è costata poco meno di 11mila euro (attuazione della legge 626/2010). Il dossier, redatto dalla psicoterapeuta Serena Ricciardulli, restituisce uno quadro inedito delle dinamiche all’interno di palazzo civico. Un quadro dove il capo è «ipercontrollante», l’erba del vicino di scrivania verde e si lavora «per compartimenti stagni». In otto settori su nove si rileva un «rischio medio» di stress; in quello che rimane il rischio diventa perfino «alto». Diciamocelo: in Comune il clima non è proprio sereno.
Nel settore Servizi alla persona l’aria si fa incandescente; sarà perché il grosso dei dipendenti si trova qui o per congiunzioni astrali. Fatto sta che questi lavoratori sono ritenuti ad «alto rischio di stress». La colpa è attribuita al responsabile di settore, ritenuto «ipercontrollante». Gli impiegati dell’anagrafe ritengono addirittura che il funzionario non abbia «competenze adeguate alla risoluzione dei problemi», mentre gli assistenti sociali lamentano «la mancanza di procedure standardizzate e riunioni». Il dirigente non supporterebbe i dipendenti «nelle difficoltà incontrate», i carichi di lavoro sarebbero eccessivi. In due parole: caos totale.
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