Il presidio
Il fisco scopre 900 case fantasma solo a Rosignano
In provincia sono 4116, la rendita media è di 730 euro Decisive le foto aeree fatte dai tecnici dell’Agea
ROSIGNANO. Chiusa l'operazione "case fantasma" con l'attribuzione a più di 492mila immobili di una rendita presunta complessiva di 288 milioni di euro. Sono questi i risultati dell'ultima fase della complessa attività di controllo sui fabbricati sconosciuti al Catasto, che ha fatto emergere nel nostro Paese, su più di 2,2 milioni di particelle del catasto terreni, oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale.
L'operazione di regolarizzazione delle case sconosciute al Catasto è stata realizzata grazie all'incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per "avvistare" così i fabbricati presenti sul territorio ma non nelle banche dati catastali.
Nella provincia di Livorno sono 4116 le case fantasma spuntate fuori dall'indagine;: nelle mappe catastali risultano inesistenti o più piccole. Beninteso, non solo case, ma anche fabbricati commerciali, industriali, o altro.
Nel comune di Rosignano il numero degli edifici non censiti ed in fase di regolarizzazione è di 909. E' il numero più alto di tutta la Bassa Val di Cecina se si pensa che Cecina è ferma a 357 immobili non censiti, Bibbona ne ha 327 mentre il numero sale a Castagneto a 534. Se guardiamo alla rendita catastale "sommersa" recuperata, nella nostra provincia siamo attorno ad una media di 9 euro per abitante.
Nel resto della Toscana, così come su scala nazionale, si arriva a 14 euro (a Lucca addirittura a 28). Va detto che, tornando a Rosignano, il dato degli immobili a cui è stata attribuita finalmente una rendita non è esaltante. E' più alta della media qui la percentuale di immobili cui non è ancora stata attribuita una rendita.
Mentre il dato provinciale attesta che fra le oltre 4mila "case fantasma" targate Livorno, per 3349 è stata definita la nuova rendita catastale mentre per altre 767 l'attribuzione è solo presunta ed è arrivata d'ufficio in via provvisoria. Si stima che la rendita catastale media per ciascun immobile fantasma livornese si di 730 euro e che complessivamente gli oltre 4mila mobili scovati dal fisco forniscono circa 3 milioni di rendita aggiuntiva.
L'attività degli ispettori dell'Agenzia dell'Entrate, oltre ad una regolarizzazioni catastale degli immobili non dichiarati o mal censiti, ha anche un'altra ricaduta facilmente immaginabile: questi fabbricati che finora erano sconosciuti al fisco ( o avevano dimensioni inferiori) passavano più o meno indenni dalle maglie dell'Irpef e dalle reti dell'Imu e dell'Ici. Oggi, con questa regolarizzazione appena conclusa, il fisco (sia statale che municipale) potrà andare a recuperare gli arretrati sia per l'imposizione sugli immobili che per le tasse "correlate" come quelle dei rifiuti.
Si potrà tornare all'indietro, tuttavia, solo per 5 anni recuperando gli arretrati fino al 2008.
Si tratta di una salasso non di poco conto per chi non era in regola: la tassa non pagata viene raddoppiata o triplicata a seconda del tipo di sanzione e poi moltiplicata per il numero di anni (cinque, ma è da vedere se tutti insieme).
Visto che parliamo di fabbricati che qui da noi hanno una rendita catastale media attorno ai 730 è facile capire che ballano importi complessivamente al di sopra dei 10mila euro per ciascun caso. Una cifra non certo trascurabile.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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