Il Tirreno

Un fiume di affetto per l’ultimo saluto a Gianni D’Ambrogio

Un fiume di affetto per l’ultimo saluto a Gianni D’Ambrogio

Il Duomo è stato invaso da una folla di amici e di parenti «Ha affrontato la vita come un leone, senza darsi per vinto»

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CECINA. Alle tre meno un quarto di ieri pomeriggio piazza del Duomo è già piena. Sono arrivati in tanti, in silenzio, per salutare Gianni e ricordarne con il pensiero l’infinita bontà nella vita quotidiana. Il feretro entra in chiesa, i familiari e gli amici trattengono a stento le lacrime prima che don Marco Fabbri lasci la parola a don Pietro Menciassi e a don Reno Pisaneschi per la messa. Le parole dei sacerdoti invitano alla riflessione chi, nel tempo, ha conosciuto Gianni e lo ha stimato, incontrandolo magari per caso di prima mattina per un semplice saluto. «Siamo qui per amicizia e fede, e al Signore affidiamo la nostra preghiera affinché accolga Gianni, ora illuminato per sempre dalla vera luce», ha detto a bassa voce don Menciassi davanti all’altare, ricordando che D’Ambrogio appartiene ora alla Casa del Padre. Eppure, durante la malattia, mai si è arreso, ma ha lottato con tutte le proprie forze, rimanendo aggrappato alla vita senza lasciarsi vincere dal male. Parole dal senso profondo, che il parroco ha pronunciato sottolineando le qualità umane di Gianni. Che non è mai rimasto solo perché, accanto, aveva il valore più grande: la famiglia. E i familiari, come gli amici con cui ha diviso mille momenti, lo hanno sostenuto, incoraggiato, aiutato nei delicati giorni in cui soffriva.

Un pomeriggio dietro l’altro, una parola di conforto, una pensiero: così, chi gli ha voluto bene, lo ha seguito, senza fargli mancare l’affetto e il rispetto. «Ora Gianni sorride davanti a Dio», hanno concluso don Pietro e don Reno, con quest’ultimo che ha letto alcuni passi dei testi sacri durante la funzione. «Ha affrontato la vita come un leone», sono state le ultime parole prima della benedizione del feretro con l’acqua benedetta e l’incenso.

Poi, sulle note dell’arpa suonata da Chiara Pieve dell’istituto musicale Boccherini, l’ultimo saluto a Gianni, con gli amici stretti in un abbraccio doloroso e profondo durante le esequie organizzate dall’impresa Santini, affinché la memoria non cancelli quanto D’Ambrogio ha fatto, impegnandosi in politica, educando i propri figli, rispettando sempre gli altri.

Michele Falorni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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