Il Tirreno

La tragedia di Lampedusa: «Solidarietà non indifferenza»

La tragedia di Lampedusa: «Solidarietà non indifferenza»

Sulla situazione di Lampedusa e l’ennesima tragedia del mare intervengono le associazioni Mestizaje di Cecina ed il centro Cruschelli di Donoratico. » Sarebbe forse stato più adatto il...

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CECINA. Sulla situazione di Lampedusa e l’ennesima tragedia del mare intervengono le associazioni Mestizaje di Cecina ed il centro Cruschelli di Donoratico. » Sarebbe forse stato più adatto il silenzio - scrivono - perché siamo stati sommersi dalle parole, dalle immagini, scelte apposta per far piangere di più, dalla retorica insopportabile dei politici (che corrono a Lampedusa con la stessa fretta con cui avevano votato il pacchetto Maroni sui respingimenti), dai mezzi di comunicazione, dagli addetti ai lavori. Resta il fatto che di circa 500 persone ne sono rimaste vive 155 il resto, cioè volti, storie, affetti, speranze giù in fondo al mare dove faranno compagnia agli altri 25.000, morti dal 1988 in poi, di cui ci siamo dimenticati, come faremo con questi ultimi!»

«Se fossimo davvero sinceri nel manifestare il nostro dolore per queste tragedie, potremmo piangere per queste creature, ma non siamo credibili perché anche quelli che arrivano vivi li trattiamo mica tanto bene; li ammassiamo nei Cie per mesi come delinquenti dato che abbiamo creato il reato di clandestinità, oppure li sfruttiamo con il lavoro nero».

«Questi ultimi disperati venivano da Eritrea, Etiopia, Somalia e come tanti altri scappavano dalla guerra infinita e dalla povertà estrema. Ma quando piangiamo le vittime abbiamo mai interrogato le nostre coscienze? L'emigrazione in genere è un effetto la cui causa trova le sue radici nel mondo occidentale: radici economiche legate ad un capitalismo di rapina delle risorse naturali e umane, vendita e molto lucrosa di armi ( in Africa non ci sono fabbriche di armi e anche l'Italia e l'Europa sopperiscono ben volentieri!), appoggio a dittature per mantenere collaborazioni economiche strategiche, e così via…..I nostri partiti dovrebbe avere una politica estera chiara e volta al bene delle persone e non agli interessi economici di pochi ( ma purtroppo non lo fanno nemmeno per l' Italia!) e applicare solo quello che dice la nostra Costituzione (art. 10 diritto di asilo) e la convenzione di Ginevra " accoglierli" ( e creare una legislazione che riconosca tutti veramente come " persone". Solo così potremmo andare oltre gli stereotipi, i pregiudizi e la paura origini di molte posizioni razziste ed iniziare un percorso di conoscenza, di riconoscimento e di rispetto. Non abbiamo altro da dire se non un grazie dal profondo del cuore ai lampedusani e a tutti quelli che in mille modi si sono affannati per salvare quelle vite. Loro non sono rimasti indifferenti»!

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