Scuola con l’eternit Le mamme scrivono a Giorgio Napolitano
«Presidente, si prenda cura della salute dei nostri bambini» L’Onba ha inviato anche un esposto alla procura di Milano
NIBBIAIA. Hanno deciso di fare appello direttamente al Presidente della Repubblica, per chiedere che si occupi di far tutelare la salute pubblica e soprattutto quella dei bambini.
Antonella Franchi, rappresentante dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto) e del comitato dei genitori della scuola materna di Nibbiaia, fa sul serio. Ieri ha inviato al capo dello Stato una’accorata missiva in cui ripercorre l’intera vicenda riguardante “La finestra sul mondo”.
La vicenda dell'asilo di Nibbiaia è partita nel marzo del 2012, quando i genitori dei piccoli alunni hanno trovato nel giardino dell'istituto lastre in amianto. Dopo una prima verifica il Comune ha stabilito di chiudere la scuola e trasferite gli allievi all'asilo di Gabbro. L'amministrazione aveva promesso lavori di bonifica e successivi interventi di ristrutturazione, dato che i genitori - che nella primavera del 2012 hanno formato un comitato, si erano resi conto di evidenti carenze strutturali.
Non solo, nella primavera di quest'anno le famiglie degli alunni hanno scoperto la presenza di materiali di amianto anche nell'area verde lungo il perimetro esterno al giardino della scuola materna, che quindi l'amministrazione ha deciso di recintare con le apposite fascette.
Durante l’estate il Comune ha preparato la gara per affidare prima la bonifica dell’edificio e poi la successiva ristrutturazione, ma l’iter ha avuto intoppi amministrativi. Dopo aver aggiudicato il lavoro il Comune si è reso conto che l'impresa risultata vincente non aveva regolare autocertificazione, e quindi ha dovuto assegnare nuovamente l'appalto all'impresa classificatasi seconda.
Nei giorni scorsi il consigliere comunale Rds Luca Giacomelli ha fatto notare quelle che considera stranezze nella risposta dell’assessore Donati a una sua interrogazione sulla scuola di Nibbiaia: «È stato detto - aveva spiegato Giacomelli - che ci sono stati dei ritardi perché l' azienda che si era aggiudicata il bando aveva prodotto documenti "falsi" (dico io nessuno che se ne fosse accorto prima! ) e che purtroppo i lavori sono slittati ancora perché quando si è arrivati a lavorare sui marciapiede per i lavori di consolidamento dell' edificio, sono stati scoperti altri frammenti di amianto. I costi per l'operazione di bonifica quindi sono saliti da 45mila euro a 85mila euro».
Anche l’Ona ha fatto emergere, come si legge in un documento dell’osservatorio, «seri dubbi sulla legittimità del modus operandi del Comune di Rosignano in ordine alla presenza e bonifica di amianto nella scuola». Ecco che l’Ona ha deciso di presentare un esposto alla procura di Milano, «che riteniamo territorialmente competente in quanto è il primo ufficio giudiziario ad aver formulato la prima iscrizione nel registro degli indagati per la questione amianto nelle scuole».
Contemporaneamente anche Franchi, a nome di Ona e delle mamme dei piccoli studenti di Nibbiaia, ha inviato la lettera a Giorgio Napolitian: «Le chiedo - scrive - in qualità di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura di fare piena luce sul fatto che nei confronti dei responsabili non sia stato adottato alcun provvedimento».
Anna Cecchini
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