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Raccolta flop, si estende il porta a porta

Raccolta flop, si estende il porta a porta

Siamo al 40% e l’organico si smaltisce fuori zona. Il Comune punta al biodigestore per realizzare il compostaggio

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ROSIGNANO. Mentre i comuni approvano il piano relativo ai Rifiuti Zero, nel territorio comunale la raccolta differenziata si è attestata attorno al 40%. “Nella media rispetto dell’Ato” dice l’assessore all’ambiente Daniele Donati, ma ancora troppo poco se si pensa che tra gli obiettivi del Piano dei Rifiuti Regionale, attualmente in discussione. “ c’è quello di giungere ad una raccolta differenziata pari al 70% entro il 2020”. Ma la raccolta differenziata , che senza dubbio dovrà essere incrementata educando i cittadini serve a poco “se parallelamente – continua Donati - non c’è un impianto che tratta il rifiuto organico, che è in fase di predisposizione e già autorizzato, per Scapigliato, dalla Provincia, e una filiera di recupero e trattamento dei rifiuti”. Insomma “Scapigliato, a breve, dovrà diventare un polo impiantistico completo”. Non c’è dubbio che per valorizzare il rifiuto organico c’è la necessità di sviluppare la raccolta differenziata in particolare quella della frazione organica. “in tal senso – continua Donati – siamo partiti dal rione Crocetta, a Rosignano Solvay e da Vada che con i suoi cinquemila abitanti che fluttuano in estate in virtù dei turisti, rappresenta una frazione campione”. A Vada come a Crocetta, sono stati messi, accanto ai cassonetti per i rifiuti indifferenziati, la carta e il multilaterale “anche contenitori specifici dove i cittadini devono gettare i rifiuti organici”. Rifiuti che possono essere gettati direttamente all’interno degli appositi cassonetti, oppure racchiusi in buste biodegradabili. “In queste settimane – continua l’assessore – stiamo verificando gli esiti di questa prima sperimentazione per capire se vi siano risposte da parte dei residenti o criticità. L’intenzione è quella di allargare progressivamente a tutte le frazioni la raccolta dell’umido. Parallelamente Scapigliato deve diventare un polo impiantistico per il recupero e trattamento rifiuti. Attualmente l’organico raccolto in maniera differenziata viene portato in altri impianti della Toscana per il suo trattamento e la sua trasformazione in compost. E’ dunque necessaria la realizzazione di un impianto che tratti l’umido per dare le gambe ad un percorso virtuoso che parte dai cittadini ma non solo”. Perché aderire a Rifiuti zero (il comune di Rosignano lo ha fatto da tempo e quello di Cecina pochi giorni fa) significa anche agire sugli imballaggi e in particolare sulla plastica. E soprattutto, sono importanti gli investimenti: “un impianto di trattamento dei rifiuti organici – dice Donati - anche realizzando un digestore anaerobico, vuol dire investire sulla discarica qualche decina di milioni di euro. Ma si tratta di un investimento importante anche per la durata stessa della discarica il cui percorso è già in fase avanzata”.

Alessandra Bernardeschi

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