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Bagarre per il parco di Caletta, affidato a un circolo livornese
L’associazione “Festa del Pesce” vince la gara ma rinuncia Il presidente Ripoli: «Impossibile gestirlo senza introiti»
CASTIGLIONCELLO. Per oltre trent’anni si sono occupati di organizzare serate danzanti, concerti e conviviali in quella pineta affacciata sul mare. Uno spazio verde che fa da cerniera tra la via Aurelia e la passeggiata lungomare, e nei mesi estivi viene frequentato da cittadini e turisti intenti a cercare un po’ di fresco sotto gli alberi durante l’afa del pomeriggio. Oppure viene preso d’assalto la sera, quando la pista da ballo ospita concerti o serate di cabaret e i villeggianti si scatenano nelle danze.
Dalla prossima estate il parco di Caletta avrà un nuovo gestore. Il comitato “Festa del Pesce” che tramite l’associazione “Il giardino di Caletta” ha curato lo spazio all’aperto per molti lustri, ha infatti deciso di tirarsi indietro.
In verità a metà dello scorso giugno il comitato si era aggiudicato il bando preparato dall’amministrazione per assegnare secondo normativa la gestione la grande area (oltre settemila metri quadrati fra area verde, pista da ballo, bar e magazzino). E così il Comune aveva decretato che la storica gestione avrebbe potuto continuare ad organizzare attività turistico ricreative nella pineta di Caletta.
Nei giorni scorsi il colpo di scena, dato che l’associazione Festa del Pesce ha deciso di rinunciare alla gestione. Una scelta fatta a malincuore, come spiega Enzo Ripoli, presidente del comitato che da 42 anni organizza la tradizionale kermesse gastronomica del padellone. «Abbiamo deciso di passare la mano - precisa Ripoli - perché ci siamo resi conto di non avere più margine economico per la gestione». Ripoli spiega che l’associazione che presiede, che conta un centinaio di volontari, non ha più alcuna occasione per raccogliere quel minimo di fondi indispensabili per prevedere non solo l’apertura del parco, ma soprattutto una programmazione di concerti e spettacoli. «Non abbiamo neanche più - spiega Ripoli - la possibilità di guadagnare qualcosa dalla gestione del Punto azzurro, che con un bando è stato affidato a una associazione di ragazzi. Quello era l’unico modo per avere quei pochi introiti che poi potevamo girare per la programmazione delle serate al parco».
Ripoli non fa polemica, ma sottolinea che in queste condizioni continuare a gestire lo spazio verde sul lungomare sarebbe stato impossibile. Tra l’altro il Comune, nel bando di affidamento, aveva stabilito un canone annuo di almeno 6mila euro, che evidentemente non potevano essere garantiti dall’associazione “Festa del Pesce”.
Ripoli fa sapere però che la decisione di lasciare il parco non è dettata unicamente da problemi economici. «Pesa anche il fatto - spiega - che non si sia conclusa quella storia della denuncia per abusi edilizi». Il riferimento è alle verifiche che l’amministrazione ha fatto nell’estate 2012 sulle strutture in muratura di parchi ed aree destinate alle feste locali. Verifiche che hanno portato a richiedere ai gestori di sanare quelli che sono stati considerato abusi edilizi, e poi, nel caso del parco di Caletta, alla preparazione di un bando per la nuova gestione. Lo stesso vinto dal vecchio comitato gestore, che però ha scelto di tirarsi indietro.
Preso atto del dietrofront dell’associazione “Festa del Pesce”, il Comune nei giorni scorsi ha affidato l’area di Caletta all’Endas di Livorno (Ente nazionale democratico di azione sociale), che, come stabilito dal bando, avrà una concessione di 12 anni.
Anna Cecchini
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