Il Tirreno

L'assenza pesante dei politici

A sentirli, ora tutti si battono il petto per il tribunale. Si stracciano le vesti. Si dispiacciono e si dispiaceranno. C'è anche chi, come l'ex ministro Altero Matteoli da Cecina, si sveglia e...

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A sentirli, ora tutti si battono il petto per il tribunale. Si stracciano le vesti. Si dispiacciono e si dispiaceranno. C'è anche chi, come l'ex ministro Altero Matteoli da Cecina, si sveglia e indossa i panni del salvatore di tribunali. In particolare di quello elbano. Per Cecina non ha mai mosso un dito.

Ma sarebbe disonesto prendersela solo con lui. Del tribunale di Cecina, ma anche di quelli di Piombino e di Portoferraio, se ne sono disinteressati tutti i politici “amici”. In modo bipartisan e anche tripartisan.

Cosa hanno fatto di concreto i parlamentari eletti sul territorio? E tutti gli altri? Niente.

A luglio la commissione giustizia del Senato aveva fornito un assist prezioso, votando all'unanimità la proroga dell'attuale ordinamento e rinviando quindi la riforma, in modo da rivederla e migliorarla.

Era l'ultima possibilità. C'era tutto il tempo per il passaggio alle Camere. Ma il Parlamento si è traccheggiato, occupandosi di giustizia solo ad personam, tanto per cambiare, ostaggio di un Berlusconi che non riconosce una condanna definitiva per frode. Pd e Pdl avrebbero potuto stoppare e modificare il decreto legislativo 155/2012. Non l'hanno fatto, perdendo tempo per scannarsi di giorno e accordarsi di notte. I Cinque stelle? Figuriamoci, loro erano impegnati sui tetti di Montecitorio a sventolar bandiere per non cambiare la Costituzione. E intanto, con gli onorevoli in tutt'altre faccende affaccendati, cambiava la geografia giudiziaria. Per un risparmio solo sulla carta. Senza un report, senza studi, analisi, senza pensare a chi sosterrà il peso dell’ennesima forbice demagogica.

Ora è tutto decapitato, anche nella nostra provincia. Per la gioia di chi? Chissà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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