Il Tirreno

Scarichi a mare Solvay verso una soluzione politica

di Andrea Rocchi
Scarichi a mare Solvay verso una soluzione politica

Stamani (ore 12) al Ministero dell’Ambiente il tavolo con azienda e enti locali Il rinnovo dell’Aia e l’accordo di programma sono in discussione

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Alessandro Franchi non si nasconde dietro ad un dito. «Questo è un incontro politico», dice. Oggi al ministero dell’Ambiente (il tavolo è convocato per le ore 12) si affronta il nodo Solvay: governo, enti locali e azienda sono chiamati ad esprimersi in vista di un’autorizzazione ambientale in scadenza (ottobre) il cui rinnovo è legato alla variabile ambientale. Solvay non rispetta l’accordo di programma del 2003 sugli scarichi a mare. Sversa ancora oltre 100mila tonnellate l’anno di fanghi in mare quando già nel 2007 ne doveva scaricare 60mila. Entro la fine del 2014 poi deve realizzare un impianto di trattamento reflui ed ottemperare ad un rigido programma di risanamento stabilito con la magistratura che ha indagato sulle irregolarità degli scarichi a mare (l’azienda ha ottenuto il patteggiamento). Ora però con questi valori Solvay non può riottenere il rinnovo dell’Aia (autorizzazione ambientale integrata). Per questo sta già dicendo che il “salvacondotto” potrebbe arrivare da disposizioni europee relative alle tecniche di realizzazioni di impianti per ottenere la massima protezione ambientale (le cosiddette Bat). Solvay ritiene che queste disposizioni, che sarebbero state già accolte dalla gran parte dei Paesi Europei (ma non dall’Italia) risulterebbero assai meno stringenti dell’accordo di programma e consentirebbero all’industria di stare dentro le regole per lo smaltimento dei solidi in mare. Per il ministero dell’Ambiente italiano, tuttavia, ancora non valgono. E, a patto che non si dichiari l’accordo di programma carta straccia, le regole restano quelle sancite nei protocolli ufficiali. Cosa succederà a Roma (dove Solvay parteciperà con una delegazione composta dagli ingegneri Papavero e Colatarci, direttori di Solvay Rosignano e Solvay Italia, oltre a funzionari dell’ufficio legale e del public affair)? Il presidente della Regione Rossi ha detto: «Solvay resti sul territorio, ma nessuno sconto sull’ambiente». Gli ambientalisti avvertono: «No a licenze di inquinare a Solvay». La quadratura del cerchio, tuttavia, dovrà arrivare dalla politica riunita stamani sul “caso Solvay”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web