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I pagamenti? Solo partite di giro «Polo tecnologico a costo zero»

I pagamenti? Solo partite di giro «Polo tecnologico a costo zero»

Il sindaco chiarisce il caso sollevato da Belcari (Prc): «Nessun onere per i cittadini, semmai un lustro» I soldi destinati al laboratorio-materiali provengono dalla Regione e, in quota parte, dal Consorzio

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CECINA. «Sul Polo Magona operazione trasparente e a costo zero per il Comune. Nessun onere per i cittadini. Semmai un valore aggiunto per la comunita». Il sindaco Stefano Benedetti prende la parola per chiarire la partita di giro sulle risorse utilizzate per acquistare i macchinari dell’ente di ricerca. Nei giorni scorsi Renzo Belcari (Rifondazione comunista) aveva chiesto chiarimenti sul perché queste spese fossero finite nella contabilità dell’amministrazione di Cecina.

«I soldi per i macchinari destinati al potenziamento del laboratorio materiali del Cptm – spiega Benedetti – provengono in parte dalla Regione (contributo di 186mila euro Iva esclusa) e in parte dallo stesso Polo (124mila Iva esclusa). Il Comune ha fatto solo da tramite per ottenere il finanziamento». Pertanto, spiega il primo cittadino, le liquidazioni relative alla fornitura di macchinari destinati al potenziamento del Laboratorio materiali del Polo Magona, di cui si fa cenno nell'articolo di sabato scorso, hanno «una loro ragione ben precisa e molto trasparente».

«Il Comune di Cecina - spiega ancora il sindaco Benedetti – ritiene da sempre importante incentivare la ricerca scientifica e l'innovazione quali elementi determinanti per lo sviluppo e la crescita economica e sociale di una comunità; valutando positivamente il lavoro svolto dal Polo fino ad oggi, ha inteso collaborare con esso e sostenerlo nella fase di reperimento di alcune risorse pubbliche». Nel caso specifico si trattava di accedere a contributi del Fondo per le Infrastrutture Produttive gestito dalla Regione Toscana. Il progetto presentato ha ottenuto il finanziamento regionale per 186mila euro a cui si sono aggiunti i 124mila euro del Consorzio andando così a coprire l'intero costo dell'operazione necessaria per la realizzazione e l'implementazione del laboratorio in questione. L'iter legato alla realizzazione del Centro di competenza è rintracciabile nella convenzione siglata tra Comune e Polo del dicembre 2011 nella quale viene concesso in uso fino al 2017 il Laboratorio Materiali presso il Cptm e dove si stabilisce esplicitamente che l'amministrazione comunale non dovrà sostenere alcuna spesa e non si accollerà alcun onere di manutenzione. «Ad oggi il Consorzio ha corrisposto per intero quanto dovuto in due tranche – spiega il sindaco – la prima in data 14 febbraio 2012 per un importo di 94.551 euro e la seconda in data 11 luglio 2012 per un importo di 94.551 euro, arrivando così ad un totale di 189.100 euro comprensivo di Iva. Anche la Regione sta procedendo a saldare quanto da lei spettante. La fornitura del materiale necessario per il Laboratorio è stata completata nell'aprile 2013». Tutta l'operazione ha avuto quindi un cammino estremamente lineare e ha percorso tutti gli adempimenti burocratici richiesti.

«Il potenziamento del Laboratorio - ha proseguito Benedetti - rientra a pieno titolo nel potenziamento del sistema regionale di trasferimento tecnologico oggetto dei finanziamenti europei ed ha avuto l'approvazione della Provincia. Il Polo della Magona, attivo da anni in svariati settori tra cui quello della nautica (realizzazione barca di basalto) e dell'arredamento aveva la necessità di specializzarsi anche nella certificazione sui materiali. L'aver ottenuto la certificazione Rina (Registro Italiano Navale), è uno dei riconoscimenti più significativi registrati grazie al completamento delle attrezzature per il Laboratorio Materiali oggetto della convenzione. I risultati fin qui raggiunti hanno avuto ricadute positive sul Consorzio e sul territorio, sia in termini di immagine che economici e rappresentano per la nostra città motivo di orgoglio e di lustro. Il Polo si sostiene principalmente grazie alle commesse dei privati: enti, società, aziende ecc, ed è quindi un esempio virtuoso di un centro di ricerca d'eccellenza capace di autofinanziarsi. Io credo che se la nostra industria vuole essere competitiva deve puntare sulla qualità. È comunque importante e necessario che un Consorzio come il nostro, in cui vi è una partecipazione pubblica (seppur minima) debba impegnarsi e abbia l'obbligo di garantire trasparenza nei percorsi e chiarezza nei bilanci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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