Il presidio
Narrativa, ecco perché Moresco ha vinto
CASTIGLIONCELLO. Lo scrittore Antonio Moresco ritirerà oggi alle 18 alla Limonaia di Castello Pasquini a Castiglioncello il trentaseiesimo Premio Narrativa Castiglioncello. La giuria composta da...
CASTIGLIONCELLO. Lo scrittore Antonio Moresco ritirerà oggi alle 18 alla Limonaia di Castello Pasquini a Castiglioncello il trentaseiesimo Premio Narrativa Castiglioncello. La giuria composta da Maria Grazia Capulli (giornalista, inviata della redazione cultura del TG2) Carlo D'Amicis (redattore e conduttore di "Fahrenheit" di Radio Rai tre), Masolino D'Amico (docente universitario e critico), Lorenzo Greco (docente universitario), Angelo Guglielmi (critico, ex direttore di Rai Tre), Alice Santovetti (critica), Franco Cesati (segretario) ha scelto il romanzo “La Lucina” edizione Mondadori, dichiarandosi convinta di consegnare per certo ai lettori la segnalazione di uno scrittore maturo e consolidato e uno dei romanzi più "sicuri" e felici di questa stagione letteraria. Prima della premiazione, lo scrittore presenterà il suo libro, intervistato dai giurati che nella motivazione del premio asseriscono: «Moresco è da tempo entrato a ragione tra i maggiori scrittori italiani, sia per la vastità della sua produzione che per i suoi variegati interessi letterari: dalla narrativa, all'inchiesta, al reportage. Contrariamente a "La lucina" (romanzo o racconto lungo edito da Mondadori) buona parte della produzione narrativa di Moresco è stata, per così dire strabordante: "Gli esordi", "Canti del Caos". Strabordante per numero di pagine. "La lucina" - si legge ancora nella motivazione- è invece un libro esile, asciutto ma tagliente, un'irruzione incalcolata e improvvisa, come la definisce lo stesso autore, durante la stesura del ben più ponderoso "Canti del caos". Moresco definisce La lucina "una piccola scatola nera, uscita da una zona profonda della mia vita". Il romanzo è avvincente, robusto, forte;- scrivono i giurati- racconta la storia di un uomo di una certa età che decide, come si dice oggi, di "staccare", di creare una distanza giusta tra sé e il mondo. Decide di ritirarsi in un borgo remoto e poco abitato, solitario per meditare sul senso della vita. Lo stile di Moresco, raggiunge con "La lucina" , il perfetto equilibrio tra la vocazione dello scrittore nella ricerca quasi maniacale della scelta delle parole,, e la storia, la trama, l'intreccio che intriga e che altalena la lettura tra le atmosfere del giallo e quelle del saggio.
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