Il Tirreno

Solvay, a Roma la partita sui fanghi

di Andrea Rocchi
Solvay, a Roma la partita sui fanghi

Il ministro convoca azienda, Regione e Comune. Sul rinnovo dell’autorizzazione pesano i dati sugli scarichi a mare

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ROSIGNANO. Quella che si giocherà la settimana tra il 9 e il 16 settembre è una partita che può essere decisiva per il futuro dello stabilimento Solvay di Rosignano. Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha convocato l’azienda, coi vertici di Regione, Provincia di Livorno e Comune di Rosignano, ad un tavolo tecnico-politico in vista del rinnovo dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) alla società chimica. Un appuntamento cruciale al quale la multinazionale si presenta con la grana dell’accordo di programma del 2003 sui solidi sospesi, coi parametri dell’intesa non rispettati e con addosso gli occhi puntati della magistratura livornese che ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’azienda ma ha imposto a Solvay uno stringente cronoprogramma di adeguamento degli impianti industriali. Per farla breve: l’accordo di programma prevedeva l’abbattimento del 70% dei solidi sospesi (fanghi). Si doveva raggiungere per il 2007 la soglia delle 60mila tonnellate l’anno. Solvay non l’ha fatto: nel 2008 ne sversava in mare ancora 120mila. Oggi, siamo a poco di meno. E poi ci sono le pesanti contestazioni della Procura e delle Fiamme Gialle che hanno indagato sui punti di scarico, contestando all’azienda di avere “annacquato” i fanghi. Pratica che Solvay ha sempre smentito, riferendo di aver utilizzato acqua derivante da “processo industriale”. Fatto sta che la Procura - oltre ad aver definito un nuovo punto di campionamento per gli scarichi, durante le indagini ha concesso all'azienda il tempo di avviare un impianto pilota utile a determinare le quantità e qualità finali delle acque di scarico ( entro il 2014 è ordinata la realizzazione per il trattamento reflui).

Rossi: Solvay è fondamentale. Cosa succederà all’appuntamento romano? Il presidente della Regione Enrico Rossi - che parteciperà all’incontro - ha sottolineato come “Solvay rappresenti per il territorio un invariante strutturale”, nel senso che dallo stabilimento chimico non si può prescindere. Ha ricordato come le preoccupazioni per la sodiera, dopo l’incontro avuto a Bruxelles coi vertici del gruppo, siano state poi fugate con la scelta di chiudere altri impianti (la sodiera portoghese), ma ha ribadito come la crisi ancora non sia superata. Come si presenterà la Regione a Roma? «Non faremo sconti sulle questioni ambientali ma con la consapevolezza che senza l’industria questo territorio non può stare. E soprattutto che i processi ambientali vanno governati altrimenti succede quello che è successo a Taranto».

La strategia di Solvay. Eppure la multinazionale di via Piave una strategia d’uscita ce l’ha. Da tempo sostiene che i parametri del patto di stabilità sono troppo rigidi e vanno ridiscussi. Ed oggi gioca la carta delle nuove Bat e Bref. Le Bat (acronimo di Best Avaible Techniques, ovvero le migliori tecniche disponibili) sono disposizioni europee relative alle tecniche di realizzazioni di impianti più efficaci per ottenere la massima protezione ambientale. Le Bat vengono recepite dai Bref (documenti). Ora, Solvay ritiene che queste disposizioni, che sarebbero state già accolte dalla gran parte dei Paesi Europei (ma non dall’Italia) risulterebbero assai meno stringenti dell’accordo di programma e consentirebbero all’industria di stare dentro le regole per lo smaltimento dei solidi in mare. Ma l’aspetto è controverso. Perché nel nostro Paese il ministero dell’Ambiente non ha recepito questa normativa. E poi perché Solvay, ad oggi, è vincolata al rispetto di un accordo che ha sottoscritto e che non può essere cancellato senza batter colpo. Ecco perché la partita di settembre, per Solvay ma non solo, è decisiva. Con questi numeri l’Aia (che scade ad ottobre)è assolutamente in discussione. Sempre che non si trovi una soluzione “tampone” che passa attraverso proroghe o deroghe. Ma allora la questione da tecnica diventerebbe politica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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