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La Targa del futuro? «Scuole e fotografie»
Susanna Pecchia rilancia: «Un concorso di immagini per vivacizzare il programma. E sviluppare il rapporto con studenti e insegnanti»
CECINA. Una cinquantaduesima Targa Cecina che ha visto, e ancora per dieci giorni l'avrà, veramente in prima linea Susanna Pecchia: indispensabile nello sbrigare le attività di routine, sempre presente agli avvenimenti della manifestazione e anche a quelli collaterali per fare propaganda. La 52.a Targa è arrivata anche quest'anno al "dunque": dopo la sfilata agostana in notturna, la serata di Ferragosto e gli altri eventi collaterali culturali e sportivi, ecco la tradizionale "settimana" assai impegnativa perchè piena di spettacoli. Pecchia ne parla con pacatezza e a cuore aperto.
Presidente, le difficoltà incontrate nell'organizzare questa Targa.
«Nessuna difficoltà nel vero senso della parola - risponde Pecchia - ma certo ci siamo scontrati con il periodo di crisi, per cui abbiamo dovuto adeguare i programmi, fare scelte oculate al massimo. Penso che tutti ci siano riusciti. L'importante è che i contatti con le persone non sono peggiorati; Cecina conta 30.000 persone, ce n'è ancora tanta di gente che ci apprezza e ci aiuta ma è pure logico che ci sono quelli che non si avvicineranno mai. Siamo andati avanti con grande spirito di collaborazione. E le nostre casse, tutto sommato non ne hanno risentito granchè: abbiamo ritrovato la gestione del parco della Cecinella, introito fondamentale, purtroppo ci manca quello del parcheggio nell'area delle scuola elementare di Marina, una bella fetta del bilancio, comunque siamo riusciti a sopperire in altre maniere».
E i pregi?
«Nonostante le difficoltà i rionali si sono dati molto daffare attivandosi per trovare canali di sostegno alternativi: cene, tombolate, lotterie, sponsor per il carro. Il contributo del Comune è diminuito, la presenza alle sfilate anche, ma noi vogliamo mantenere e offrire sempre uno spettacolo decoroso, ecco che anche quest'anno i carri sono belli. Io ho sempre cercato di tranquillizzare tutti, invitandoli a utilizzare i soldi in modo parsimonioso. Non è stato tagliato nulle delle iniziative previste, è rimasto ed è stato realizzato il grosso impegno organizzativo che ci eravamo prefisso».
Due lamentele sentite tra i rionali; la prima infatti è il ritardo del contributo del Comune che ha costretto a fare debiti.
«I soldi stanno arrivando. C'è di mezzo il problema del patto di stabilità, della legge Monti sui tagli; questioni burocratiche ma al momento è rimasto solo un problema di tesoreria. E c'è da aspettarsi che in seguito sarà ancora peggio... Comunque l'assessorato alla cultura ci è sempre stato vicino, Garigali si è adoperato per noi, proprio lui in un'assemblea ci spiegò la situazione, quindi tutti sapevano».
La seconda è che non tutti i rionali fanno il carro tutto con le proprie mani.
«Non c'è un regolamento interno sulla costruzione del carro, quindi si può costruire da soli, con l'intervento di artisti cecinesi e non, si può pure acquistare. Ogni rione all'inizio dell'anno valuta le proprie possibilità economiche, umane, e decide. Può farsi aiutare da chicchessia, con calchi o con pezzi bell'e pronti. Certo, un regolamento che lo vieti sarà molto difficile farlo, ne va dell'autonomia dei rioni. Secondo me, è positivo avere persone qualificate che indirizzino e perfezionino la costruzione del carro. Comunque, i rioni non fanno il passo più lungo della gamba: devono fare i conti con il contributo più quanto riescono a trovare fuori».
Prospettive per il futuro?
«La Targa quest'anno ha preso una strada un po' diversa. Le è stato dato un indirizzo rivolto ad un aspetto più variegato, cercando di ampliare le iniziative e gli avvenimenti per attrarre il pubblico, per avvicinare di più la gente alla manifestazione, soprattutto i giovani; è una prospettiva verso la maggiore conoscenza da parte delle persone. Il rapporto cominciato quest'anno con le scuole ha risposto bene, sia in quelle elementari che nelle superiori, del resto una di queste ha contribuito alla nostra campagna pubblicitaria. Di grande utilità poi al nostro interno il corso di perfezionamento nella cartapesta. Auspico che si continui a viaggiare su questi binari così si possa allargare il bacino di utenza".
Iniziative per far tornare la Targa vivace e sentita come nel passato?
«Forse, c'è da diversificare qualcosa in quello già intrapreso. In più mi piacerebbe inserire un concorso fotografico, una mostra degli scatti sul mondo della Targa di cui risalterebbero i suoi aspetti peculiari. La targa deve rientrare nelle famiglie, soprattutto nei ragazzi, ecco che dobbiamo sviluppare il rapporto con le scuole e la loro partecipazione alle nostre gare sportive. Ci sono tante cose da fare, vogliamo che ci vengano ad aiutare. Però dipende da noi, dal come ci proponiamo; e allora dovremo continuamente rimboccarci le maniche».
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