Italia
«Il Consorzio si mantiene da solo»
Il cda del Polo tecnologico e l’ex direttore Severino Zanelli intervengono per chiarire la situazione finanziaria dell’ente
Giù le mani dal Polo. È passata quasi una settimana dalla pubblicazione della notizia che il Consorzio del Polo tecnologico della Magona rischia di chiudere il 2013 con un deficit di 313mila euro e, finalmente, arriva una presa di posizione ufficiale del consiglio di amministrazione dell’ente. In un documento, che non smentisce i dati che abbiamo diffuso, il presidente Claudio Scali e i membri del cda puntualizzano alcune questioni e difendono il lavoro del Cptm: «Il Polo svolge da 15 anni attività di ricerca applicata per conto di aziende private ed enti pubblici ed è remunerato per questa attività – si legge nella nota – Non ha una dotazione fissa e si autosostiene in base ai contratti e commesse che riesce a ottenere nel mercato della ricerca. Il Polo non hai mai percepito contributi a fondo perduto o a "pioggia"; da sempre "vive" in funzione della propria attività senza sussidi, sperimenta da sempre la dura legge dell'autosostentamento. Oltre il 70% delle entrate deriva da commesse svolte per conto di aziende private (consorziate e non)».
«Il Polo – prosegue il documento – è riconosciuto come un centro di ricerca di eccellenza a livello regionale e nazionale e occupa 10 dipendenti di cui 8 laureati; oltre alle attività citate, funge da incubatore di nuove imprese, ospita diverse aziende di progettazione, svolge servizio di segreteria studenti dell'Università di Pisa. Complessivamente sono oltre 50 persone operanti in attività ad alta tecnologia, impiegate nei locali ex Fornace Magona e l'intera area arriva a oltre 90 persone occupate. L'obiettivo del Polo è di completare il processo di realizzazione del polo tecnologico della Provincia».
Si passa poi a parlare dei conti dell’ente. «I soci pubblici (4/24), così come i soci privati, hanno versato le quote consortili in sede di costituzione o di aumento del fondo (i pubblici nel 1997) e successivamente non hanno versato alcuna somma al Polo. Il valore della produzione del Cptm è stato in crescita negli ultimi 5 anni (da 500.000 euro a oltre 1.000.000), in controtendenza con la situazione economica generale. A questa crescita è corrisposto un graduale aumento del numero di dipendenti. Il Polo ha effettuato forti investimenti (in attrezzature e, ultimamente, nel laboratorio materiali). Il cda del polo – conclude il documento – indirizza l'attività dello stesso tenendo in massima considerazione l'aspetto economico e finanziario ed attua proprie strategie aziendali in funzione delle condizioni del mercato, con particolare riferimento alla criticità attuale dell'industria italiana».
La difesa di Zanelli. Anche l’ex direttore del Polo, il professor Severino Zanelli, prende la parola per difendere l’ente in cui ha lavorato per molti anni: «Per 15 anni ho avuto la responsabilità del Consorzio Polo Tecnologico Magona, dal quale sono uscito alcuni mesi fa per godermi l'assistenza previdenziale maturata in oltre 50 anni di attività (peraltro il professore è stato ripreso come consulente, ndr). Resta l'interesse per il Consorzio, che ho contribuito a fondare, far vivere e sviluppare. Mi ha ferito la presentazione negativa del futuro dello stesso Consorzio, che appare un contenitore vuoto, capace soltanto di generare debiti, che poi verrebbero a gravare sulle amministrazioni pubbliche. Un’immagine molto fosca che non corrisponde al vero per diversi motivi: in primo luogo il deficit di bilancio previsto non si è ancora realizzato e vi sono buone probabilità che sia più contenuto; il Consorzio è composto da 23 soci con quote paritarie, soltanto 4 sono pubblici, tanto che il Consorzio è un organismo privato, che risponde soltanto ai consociati. Il Comune di Cecina, quello di Rosignano Marittimo, la Provincia di Livorno, assieme agli altri 20 membri, non sono stati mai chiamati a ripianare alcuni deficit marginali, ai quali il Consorzio ha fatto fronte con le proprie forze; l'Università di Pisa, che ha fornito le attrezzature scientifiche per iniziare le attività e con la quale Cptm continua a elaborare progetti comuni, il Comune di Cecina e la Provincia di Livorno, che, in virtù di una convenzione, hanno dato in gestione gli edifici nei quali Cptm opera, sono stati sempre i soci di riferimento per il consiglio di amministrazione del Polo, che ha sempre assecondato la loro volontà, come nel caso dell'accoglienza nei locali gestiti da Cptm di archivio comunale, Centro studi per la dinamica costiera, Centro formativo Trio, Nucleo operativo Selex (azienda recentemente finita al centro di un’inchiesta della procura di Napoli, ndr)».
Il professore prosegue il suo intervento fornendo alcuni numeri: «Rispettando lo Statuto, aggiornato nel marzo scorso, Cptm si è sviluppato portando il suo bilancio ad oltre un milione di euro, raccolti nel mercato privato della ricerca per una percentuale compresa fra 85% (anni attorno al 2000) ed il 60% (anno 2011), mentre il restante è costituito da progetti pubblici regionali, nazionali ed europei. Nei 15 anni di attività Cptm ha arricchito la sua dotazione strumentale ed impiantistica, ha migliorato e fatto manutenzione ordinaria e straordinaria agli edifici, dotandoli di servizi prima inesistenti, ma soprattutto ha formato un gruppo di 11 persone, di cui 8 ricercatori, che costituiscono un capitale umano dedicato esclusivamente alla ricerca, che è un raro esempio di centro di ricerca, sviluppato in modo autonomo senza chieder un soldo ai membri del Consorzio. Nel citato ultimo aggiornamento dello statuto – prosegue Zanelli – è stata introdotta la clausola che un consigliere di amministrazione fosse indicato dal Comune di Rosignano Marittimo, mentre gli altri 4 rappresentano Università di Pisa, Comune di Cecina, Provincia di Livorno e l'insieme dei membri privati del Consorzio. L'iniziativa, che a suo tempo ho appoggiato fortemente, voleva creare le migliori condizioni per un'azione congiunta volta a promuovere la creazione di un Polo regionale di innovazione per la chimica, capace di seguire le trasformazioni in atto nei processi chimici industriali».
Zanelli conclude con un attacco al sindaco di Rosignano Alessandro Franchi. E non solo: «È deludente leggere il primo intervento pubblico su Cptm del sindaco: non si occupa del Polo di innovazione della chimica, né del futuro della Solvay, né delle attività di Rea e del possibile contributo del Polo; si preoccupa invece del possibile deficit del Polo, che il Comune di Rosignano potrebbe essere chiamato a coprire, cosa mai avvenuta nei 15 anni passati, per la sua parte: un ventitreesimo. I citati articoli del Tirreno ed anche questa nota sono originati dalla diffusione di un documento riservato (il verbale della riunione del Consiglio di Amministrazione di Cptm del 16 luglio), che era nella disponibilità di 11 persone: una di queste l'ha diffuso senza esserne autorizzato. In 15 anni non era mai accaduto. Senza drammatizzare ritengo tuttavia che un rapporto di fiducia reciproca fra quelle 11 persone si sia incrinato. La via maestra per rimediare sarebbe la ricostruzione esplicita dei fatti e l'assunzione di responsabilità da parte di tutti».
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