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Testamenti biologici la giunta comunale approva l’elenco

Testamenti biologici la giunta comunale approva l’elenco

A darne notizia è Adriano Bombardi, segretario del Psi «Tutti potranno decidere le cure cui sottoporsi nel fine vita»

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CECINA. È Adriano Bombardi, segretario del Partito socialista italiano, a dare notizia che la giunta comunale ha approvato l’istituzione dell’elenco dei testamenti biologici. Da alleato di maggioranza, Bombardi dà la notizia non senza soddisfazione: «Finalmente anche a Cecina tra non molto ogni cittadino che abbia lasciato o intenda lasciare delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (meglio conosciuto come testamento biologico) avrà la possibilità di farlo in maniera certa e sicura». La giunta comunale ha infatti approvato, con relativa delibera del 16 agosto scorso, l’elenco delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat).

«Il lungo iter - sottolinea Bombardi - si è concretizzato grazie all'impegno continuo e puntiglioso del Psi della Bassa val di Cecina che già nel 2012 presentò la mozione, peraltro approvata con larga maggioranza dal Consiglio comunale, senza poi stancarsi a sollecitare gli uffici perché dessero attuazione a tale atto di indirizzo». La sottolineatura, benché già ampiamente dibattuta, è importante: «È stato così fatto un passo in avanti verso la tutela della piena dignità delle persone e il loro rispetto in riferimento alla fase terminale della vita umana, un diritto sancito dalla nostra Costituzione, la quale afferma che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

Già nel 2001 l'Italia ha ratificato la convenzione di Oviedo con la quale si afferma che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che al momento dell'intervento non è in grado di esprimere la propria volontà saranno tenuti in considerazione». Bombardi conclude con una stoccata ai governi che negli anni si sono succeduti, incapaci «non solo di fare una legge nazionale e dare indirizzi uniformi a tutto il Paese e capaci solo di ostacolare quei comuni che avevano già deliberato l'istituzione dei registri».

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di Redazione web