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Incendi: i Poggetti e il Galafone sorvegliati speciali
Un giorno coi volontari dell’antincendio boschivo della Pubblica Assistenza: «Area a rischio, già 8 roghi»
ROSIGNANO. Una «zona ad alta percentuale di incendi dolosi» quella del territorio di Rosignano «anche se complessivamente in calo». A confermarlo è Cristiano Bini consigliere e formatore dell’antincendio boschivo della Pubblica assistenza locale, da dieci anni dentro la divisione per il servizio di intervento e prevenzione contro i roghi nei boschi.
«Negli ultimi tre anni – prosegue Bini – sul nostro territorio c’è stato un calo di incendi, grazie anche al monitoraggio». Interventi che tuttavia si estendono ben oltre i confini comunali interessando l’intera Regione «nei casi di emergenze». Come è stato per il rogo dello scorso 16 agosto, a Massarosa, in Lucchesia, o, andando a ritroso nel tempo, nell’estate del 2012 a Marina di Grosseto, o, ancora, nel settembre 2011 nella Riserva naturale dei Colli pisani, a santa Maria a Monte. Emergenze a parte, i 47 volontari dell’antincendio boschivo della PA sono in servizio tutti i giorni del periodo considerato ad alto rischio vale a dire dal 15 giugno al 15 settembre. «Nel 2013 – dice Cristiano Cecchini responsabile Protezione civile - gli interventi sono stati otto in totale, sette dei quali da giugno a oggi».
«Naturalmente – aggiunge Bini – i volontari antincendio sono disponibili e attivi tutto l’anno, ma solo nei mesi estivi si svolge quotidianamente il monitoraggio». Alcuni volontari ci hanno accompagnato in una mini ricognizione per mostrarci uno spaccato di una giornata tipo a bordo di un camioncino antincendio. Camioncino che fa parte del parco mezzi del servizio che conta, quattro furgoni di varie dimensioni, tutti attrezzati con pompe idrauliche e dispositivi per lo spegnimento di roghi, con serbatoi che vanno dai 400 ai 1000 litri di capacità. «Due di questi mezzi – spiega Bini – sono dotati anche di vasche gonfiabili per il rifornimento di acqua dagli elicotteri antincendio».
A disposizione della squadra anche altri due mezzi utilizzati in caso di allerta della protezione civile: «l’ufficio mobile – spiega Alessandro Nassisi, vice della Protezione civile - e il mezzo multifunzionale di recente acquisto e inaugurato qualche giorno fa, dotato di vari dispositivi, dalla barella per il recupero di persone in luoghi impervi, alla torre faro, dall’estintore al generatore di elettricità». È un caldo pomeriggio di fine agosto, c’è il sole e tira una leggera brezza. «In questo periodo - sottolinea Bini – organizziamo i turni per il monitoraggio che si estende in tutto il territorio comunale. Si sceglie un mezzo in base al numero dei volontari in servizio quel giorno, mai comunque meno di due. Il capo squadra, solitamente quello con maggiore esperienza, controlla il mezzo assicurandosi che tutto sia apposto.
Si accendono le trasmittenti radio collegate con il Centro operativo di Livorno (Cop) del Coordinamento volontario toscano (Cvt) e comunichiamo che inizia il pattugliamento. Il Cvt – spiega Bini – coordina i servizi volontari dell’antincendio boschivo di tutte le associazioni presenti sul territorio regionale». Tutto è in regola, si può salire a bordo per la ricognizione sui colli rosignanesi. «Si parte alle 14 – dice Bini - e si sta fuori sei ore. Il percorso può variare, toccando sempre però i punti più critici, quelli cioè dove in passato ci sono stati ripetuti incendi, come il Parco dei Poggetti, la pineta della Mazzanta a Vada, la zona del Galafone alle Spiagge bianche, e quella di Chioma a Quercianella».
Per il nostro mini tour il capo squadra, che è alla guida, si inerpica sul punto più alto del Parco dei Poggetti. Da quassù si domina tutto il panorama dal mare fino alle colline pisane retrostanti. «Sul territorio dei limitrofi comuni pisani – afferma Bini – come Castellina o Santa Luce, non abbiamo competenza di intervento, possiamo solo avvertire la centrale, la quale eventualmente ci darà il via libera per l’intervento. Può anche capitare – prosegue - che sia la centrale, su indicazione della Forestale, ad allertarci. Il Corpo forestale dello Stato infatti ha la competenza assoluta sulle operazioni antincendio che noi supportiamo e coadiuviamo». La ricognizione prevede soste in luoghi con ampia visuale o monitoraggi mobili. Alle 20 si rientra in sede, per dare il cambio ai volontari dell’indomani per un nuovo pattugliamento.
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