Il presidio
Sottopasso, niente causa: il Comune prova a trattare
Quattro anni dopo si punta a una transazione con Ferrovie per evitare il processo
È costata sette milioni di euro, ma quell’infrastruttura, a detta del Comune, non è sostitutiva di quella precedente, ovvero del passaggio a livello.
Stiamo parlando ovviamente del sottopassaggio di via Forlì, inaugurato il 29 maggio 2009 e già diventato vecchio dopo poco tempo. Colpa di quella curva maledetta da cui non possono transitare mezzi pesanti, pullman, veicoli superiori ai dieci metri di lunghezza.
La notizia è che a distanza di tutto questo tempo dalla chiusura dei cantieri e nonostante i rimpalli di polemiche tra Comune e Rete Ferroviaria Italiana, ancora una causa in corso non c’è. Potrebbe esserci, ma solo in futuro, e se Rti non accettasse di prendersi la responsabilità dell’errore di progettualità. Arrivando a una transazione che eviterebbe l’arrivo in aula giudiziaria della vicenda.
Lo scontro tra Ferrovie e Comune sul sottopasso di via Forlì, a Rosignano, diventò già duro a inizio del 2010, nell'ambito della richiesta di risarcimento danni da parte dei residenti di via Agostini. Per Ferrovie, «se ci sono stati errori e questi avrebbero condizionato la stabilità di alcune case, la colpa è anche del Comune». Quindi per la società ferroviaria, l'ente rosignanese avrebbe dovuto farsi carico delle proprie responsabilità. Del parere opposto il Comune, che a marzo 2010 prometteva la causa, perché Ferrovie «non rispetta la convenzione firmata e non è sostitutiva del passaggio a livello chiuso», diceva il sindaco Alessandro Franchi. Il Comune all’epoca se la prese anche per il silenzio della società dei treni alle continue sollecitazioni da parte del Comune per sistemare la situazione di degrado creata dopo la chiusura definitiva delle sbarre di piazza della Repubblica.
Eppure in Comune si ammette che la voglia di far causa alle Ferrovie non c’è. «In realtà noi saremmo anche pronti ad andare in tribunale - spiega il vice sindaco Daniele Donati - il nostro avvocato, lo studio legale fiorentino Narese, ha completato la raccolta di documentazione e di dossier, comprese le nostre memorie, per promuovere l’azione legale nei loro confronti. Ma prima di formalizzare la richiesta, vogliamo tenerci aperto uno spazio per una soluzione extragiudiziale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
