Il Tirreno

Franchi prende le distanze «Non copriremo il deficit»

di Gianni Parrini
Franchi prende le distanze «Non copriremo il deficit»

Il sindaco chiede al presidente del Consorzio di convocare un incontro con i soci E allontana l’ipotesi di un salvataggio pubblico: «Non si può pesare sui cittadini»

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ROSIGNANO. «Ho chiesto che il presidente del Polo convochi i soci per informarli della situazione. Non conosco i conti del Consorzio, ma so per certo che il Comune non è in condizione di ripianare un eventuale deficit». Firmato Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano. Nell’attesa che dai vertici del Polo Tecnologico della Magona arrivi una qualche risposta in merito alla notizia da noi pubblicata di una situazione finanziaria decisamente critica (a fine anno è previsto un saldo negativo di 313mila euro), abbiamo interpellato il primo cittadino di Rosignano.

Sindaco, il suo Comune è uno dei soci fondatori del Consorzio Polo tecnologico della Magona. Immagino fosse a conoscenza delle difficoltà economiche dell’ente?

«No, ho letto la notizia sul vostro giornale e ho subito chiesto al nostro rappresentate all’interno del consiglio di amministrazione (l’ingegner Paolo Rotelli, ndr) di contattare il presidente del Cptm affinché convochi un’assemblea dei soci e sia fatta chiarezza sui conti e le attività dell’ente».

Lo statuto prevede che i soci (esclusa l’Università di Pisa) siano chiamati a colmare le eventuali perdite iscritte a bilancio. Il Comune di Rosignano è pronto al salvataggio?

«No, non credo che i soci, perlomeno quelli pubblici, siano disposti a ripianare eventuali perdite. Questi enti devono essere gestiti nel miglior modo possibile, proprio per evitare che possano gravare sulle tasche dei cittadini. Tra l'altro noi siamo entrati a far parte del consiglio di amministrazione soltanto nell’aprile scorso».

Come mai questa scelta?

«Volevamo entrare a far parte della governance dell’ente per avere maggiore incisività dal punto di vista delle strategie operative. L’obiettivo era quello di agganciare il Polo al tessuto industriale della zona, per valorizzarlo ulteriormente attraverso le attività di ricerca. Certo, però, che se la situazione è davvero quella che avete descritto nei giorni scorsi la preoccupazione per il futuro esiste. Ma l’ipotesi che siano i soci pubblici a ripianare il debito mi pare remota».

Scusi sindaco, ma prima di entrare nel consiglio del Cptm non avete chiesto di vedere i conti?

«No, anche perché il Comune era comunque socio sin dalla fondazione nel lontano ’97, per cui non cambiava granché rispetto ad eventuali obblighi. Francamente, però, non ci aspettavamo che la situazione fosse così critica. Anche in sede di approvazione del bilancio 2012 non erano emerse difficoltà di alcun genere».

Un presidente, un vice, un direttore, un cda, diversi consulenti, undici dipendenti a tempo indeterminato, ecc. Non ritiene che si debba snellire la struttura gestionale e organizzativa del Cptm?

«Francamente, oggi non mi sento di dire quale possa essere la soluzione. Ripeto, aspettiamo di vedere le cifre, dopodiché faremo delle proposte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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