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Firenze e le banche hanno chiuso i rubinetti
CECINA. «So che la situazione è critica ma non esagererei. Il Polo ha sempre lavorato bene, dimostrando qualità e competenza». Il sindaco Stefano Benedetti, chiamato a commentare la situazione...
CECINA. «So che la situazione è critica ma non esagererei. Il Polo ha sempre lavorato bene, dimostrando qualità e competenza». Il sindaco Stefano Benedetti, chiamato a commentare la situazione finanziaria del Cptm, cerca di smorzare la preoccupazione. E questo nonostante il suo Comune sia uno dei soci che a fine anno potrebbe esser chiamato a ripianare il deficit. «Non credo che accadrà – prosegue il sindaco – In ogni caso, se ci sarà da intervenire per ridurre le spese immagino che questo verrà fatto».
Non era disponibile per affrontare la questione il presidente del Polo, il professor Claudio Scali, docente al dipartimento di Ingegneria civile dell’università di Pisa, che rientrerà al lavoro domani.
Fino ad oggi, il Polo era riuscito a tenere in piedi i propri bilanci facendo affidamento sui soldi della Regione che ha cofinanziato le attività con un programma di fertilizzazione tecnologica per 240 mila euro, cui si aggiungono i contributi legati a una serie di iniziative specifiche e legate rispettivamente al settore geotermico e alla green economy (752 mila euro), alla nautica (731 mila euro), alle nuove tecnologie per il tessile e la moda (800 mila euro). A queste risorse, si affiancano i contributi, pari a 186 mila euro, per il laboratorio qualificato per i materiali compositi, progetto presentato dal Comune di Cecina. Ora però, Firenze sembra aver chiuso i rubinetti e anche le banche non paiono disposte a concedere altro credito: alla richiesta di un innalzamento del fido da 250 a 300mila euro pare che la Cassa di Risparmio di Volterra non abbia fatto seguire alcuna risposta. Toccherà ai soci intervenire. (g.p.)
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