Il Tirreno

Moresco vince il Premio Castiglioncello

di Federica Lessi
Moresco vince il Premio Castiglioncello

Lo scrittore mantovano si aggiudica il concorso con il romanzo “La lucina”, il 31 agosto la premiazione

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CASTIGLIONCELLO. E’ Antonio Moresco con “La lucina” (Mondadori) il vincitore del trentaseiesimo Premio Narrativa Castiglioncello. La giuria tecnica ha scelto lo scrittore lombardo nella rosa dei tre finalisti, che comprendeva Rossana Campo con “Il posto delle donne” (Ponte alle Grazie) e Teresa Ciabatti “Il mio paradiso è deserto” (Rizzoli). Ripristinando infatti la formula originaria, che non prevedeva il verdetto della giuria popolare, quest’anno il premio è stato attribuito dagli stessi esperti che hanno scelto la terna: la giornalista Maria Grazia Capulli (redazione cultura del Tg2), il conduttore di “Fahrenheit” Carlo D’Amicis (Radio Rai Tre), il critico Masolino D’Amico, Lorenzo Greco docente all’Università di Pisa, l’ex direttore di Rai Tre Angelo Guglielmi, la critica Alice Santovetti e il segretario Franco Cesati. Il premio sarà consegnato al vincitore sabato 31 agosto alle 18 alla Limonaia.

“La lucina” è l’ultimo romanzo dello scrittore di Mantova, che ha esordito a 46 anni nel 1993 pubblicando i tre racconti di “Clandestinità” dopo un apprendistato letterario lungo quindici anni. Soltanto dalla fine degli anni Novanta i suoi scritti principali – tra i quali la trilogia “L’increato” - hanno visto la luce editoriale, anche a causa di rapporti difficili col mercato dell’editoria e le stroncature della critica documentate nella raccolta “Lettere a nessuno”. Nell’ultimo decennio Moresco è stato finalmente riconosciuto come uno dei maggiori scrittori italiani.

“La lucina” è un romanzo breve rispetto alle opere monumentali della sua produzione, ma ne ricalca lo stile e i temi come la solitudine e lo straniamento nel sogno, la ricerca di senso anche attraverso percorsi obliqui e incerti. Come in una fiaba Moresco narra la storia di un uomo che vive in solitudine tra i boschi in un vecchio borgo abbandonato. Il suo isolamento è turbato ogni notte da una misteriosa piccola luce che si accende sulla montagna di fronte alla sua casa. Lì non dovrebbe esserci nulla e invece la luce torna puntuale. L’uomo va a vedere e trova un bambino, col capo rasato e i pantaloni corti, che vive solo in una casa nel bosco e sembra uscito da un'altra epoca. Chi sia e cosa ha in comune con l’uomo il lettore lo scopre poco a poco, avvicinandoci sempre più al cuore segreto di questa storia che ha un finale inatteso.

Moresco grazie al premio torna ospite al Pasquini dove partecipò nel 2009 all’incontro-convegno organizzato da Armunia “Tribù d’Italia”, cui dedicò un resoconto integrale sulla rivista cartacea “Primo amore” di cui è stato fondatore. Come autore di testi per il teatro ha scritto “Fuoco nero” e “Magnificat”, entrambi messi in scena da Nerval Teatro durante il festival Inequilibrio.

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