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«Il mio conto in rosso per aver sbagliato il pagamento Tares»

«Il mio conto in rosso per aver sbagliato il pagamento Tares»

Doveva attendere sei mesi per riavere i 19mila euro versati Poi la telefonata della banca cancella il suo errore: tutto ok

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CECINA. «Buongiorno, chiamo dal Monte dei Paschi di Siena. Volevo informarla che il suo conto è in rosso per un pagamento Tares da lei effettuato di importo pari a... 19.300 euro!». La telefonata è stata più o meno questa. Così il malcapitato signor B. (di cui celiamo il nome per non metterlo in difficoltà) ha scoperto di aver commesso un errore piuttosto grave. O meglio, costoso. Come vi abbiamo raccontato ieri, effettuando dal computer di casa il pagamento online della tassa sui rifiuti, un libero professionista di Cecina ha digitato male la cifra destinata al Comune: 19.300 euro invece di 193! Colpa, forse, dei due zeri utilizzati per indicare i centesimi. O di un briciolo di distrazione, costata un capitale. «Tornando dalle vacanze ho scoperto di essere in ritardo con il versamento della prima rata della Tares (scadeva il 16 luglio, ndr) – spiega al telefono l’uomo – Per non perdere altro tempo ho deciso di fare tutto per via telematica: così ho acceso il Pc, mi sono connesso e ho riempito il modello F24 online. Lì per lì credevo che l’operazione si fosse conclusa correttamente. Il giorno dopo, invece, ho ricevuto una telefonata dalla banca: mi informavano che il conto era finito in rosso per un pagamento di 19mila euro. A quel punto ho capito cosa era successo e subito mi sono rivolto al Comune per vedere se c’era qualcuno che poteva darmi una mano».

Al comprensibile panico del signore ha fatto da contraltare l’impreparazione della ragioneria di palazzo civico: nessuno è stato in grado di dare una risposta precisa su come risolvere la questione. «Torni domani pomeriggio e vediamo cosa si può fare», hanno risposto impiegati un po’ sorpresi. Così ieri mattina, curiosi di sapere come si sarebbe conclusa la vicenda, anche noi abbiamo investito di telefonate gli uffici comunali: ma il dirigente responsabile non era mai presente. Nel frattempo, di fronte al signor B. si apriva uno scenario non proprio rassicurante: attendere sei mesi per riavere i 19mila euro versati per errore, mentre la voragine nel conto in banca si allargava ulteriormente. Un incubo.

Per fortuna, la soluzione alla questione è arrivata da un’altra parte. Precisamente da Siena. «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ha chiamato l’impiegata del Monte dei Paschi per comunicarmi che il problema era risolto – racconta lo sfortunato protagonista della vicenda – Hanno contattato la sede centrale di Siena per spiegare l’accaduto e da lì hanno annullato il bonifico. Tecnicamente, mi hanno detto, un modello F24 online non può essere utilizzato per versamenti di questo importo. Quindi, lo hanno annullato rimettendo i soldi al loro posto: sul mio conto».

Lieto fine, dunque, per una storia in cui la banalità dell’errore è inversamente proporzionale alle sue conseguenze. «Leggendo l’accaduto mi è venuto da ridere – spiega il signor B. – Di solito sono abituato a trovare sui quotidiani questioni di interesse generale: l’erosione, la pineta, ecc. Riflettendo però, ho capito di essermi imbattuto in un problema reale, che tocca molti cittadini. Di errori simili ne capitano tantissimi: il problema è che i versamenti effettuati per via telematica non vengono quasi mai verificati: nessuno pensa alla possibilità dell’errore. Paradossalmente sono stato fortunato: se invece di due zeri in più ne avessi messo solo uno, probabilmente non mi sarei accorto di niente». E col Comune come si è conclusa la vicenda? «Non li ho sentiti, del resto era solo un appuntamento informale – spiega il signor B. – Anzi, se li sentite ditegli pure che ho risolto». Ci ha pensato la banca.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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