Il Tirreno

Quando a Marina faceva tappa la mondanità

di Paolo Marsili
Quando a Marina faceva tappa la mondanità

Una serata dedicata alla discoteca degli anni ’60 e ’70 «Da Baglioni a Cocciante, tutti capitavano in quel locale»

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CECINA. Serata speciale, amarcord, complice l'orchestra Love Music che ha suonato i famosi pezzi degli anni ’60 e '70 quella di martedì alla Cecinella. Breve il commento di Mauro D'Ambrogio, della Targa Cecina: «Sono soddisfatto, mi sembra che l'iniziativa sia riuscita». La vita della Tavolozza è stata ripercorsa con quelli che ne furono i personaggi, storici perchè per Cecina questo nome è storico.

La presenza di Stefano Benedetti non è stata solo di carattere istituzionale ma piuttosto di uno che in quei tempi ha frequentato in maniera attiva il locale. «Ci ho lavorato tre anni, facendoci la stagione estiva dal 1975 al 78 - dice Benedetti - prima l'aiuto pizzaiolo, dopo il cameriere, poi il barista e mettevo i dischi, ben diverso dal Dj di ora. Come cameriere avevo grossa difficoltà a servire, mi dimenticavo a chi portare cosa aveva ordinato, ero un ragazzetto e il cameriere non l'avevo mai fatto. Cominciavo nel pomeriggio alle 5 e terminavo a mezzanotte e mezza, ma la sala da ballo chiudeva alle 2. Di positivo c'è che per me è stato il primo impatto con il mondo del lavoro».

Benedetti aggiunge qualcosasulla gestione della Tavolozza: «Quando partecipavo io, la persona di riferimento era il professor Piero Neri, che è stato vicesindaco e assessore alla cultura per tanti anni. Comunque la struttura è sempre stata gestita dal Comune mentre da ultimo subentrò una cooperativa di associazioni. Chi ci lavorava era del Comune, collaboratori esterni, giovani studenti o apprendisti. Anche le serate speciali erano a cura loro; in questo momento mi vengono a mente quelle con Battiato e Gianna Nannini».

Sauro Bardi è veramente un antesignano, quale componente del primo complesso che ha suonato alla Tavolozza: «Ci chiamavamo I Principi. Insieme a me che suonavo la chitarra c'erano Luigi Lampredi detto Banga cantante e basso, Davide Gaglio alla batteria, Franco Gori alla tastiera, e Gianfranco Barlettani detto Baio sassofono. Il nostro manager e amministratore era Francesco Costantino, quello della ferramenta vicino alle scuole elementari del Prato. Abbiamo suonato lì dal 1966 al '69, tutta musica Anni 60; nostri antagonisti i Fratelli della Costa, che suonavano nei bagni e negli altri locali della zona». Enrico Cerri: «Qua c'era il Campeggio Enal, ci ho lavorato dal 1966 al '70; la sera portavamo le ragazze a ballare e così noi ci facevano passare gratis. Ho visto cantare Morandi, Equipe 84, Dik Dik, Fausto Leali, Edoardo Bennato, I Nomadi, una sera Mina mangiò al Settebello e poi fece visita alla Tavolozza». Guido Giovannoni: «Altri tempi, tutti si accontentavano di poco. Ricordo di aver visto Perez Prado, Baglioni, Cocciante, Fidenco, Del Turco». Marcella Ribechini: «Che gioventù! Le prime cottarelle, tutti gli amorini dell'estate. La serata più importante? Con Morandi, Gianni è l'amore di tutta la mia vita, la prossima settimana vado a vederlo a Verona». Ivaldo Bartaloni: «Erano gli anni dei diciottenni, ma massimo si faceva l'una e non si beveva alcolici; si andava in cerca ma bastava anche solo divertirsi". Paolo Pancanti è di Rosignano: «Si partiva coi betini, il camoscio, insomma coi motorini... era l'unico modo per venire a trovare qualche ragazza».

Con gli Wanted, è il tramonto della Tavolozza: «Io ero il batterista - dice Alessandro Regoli - i fratelli Rocchi Vittorio chitarra e Roberto basso, Federico Cercignani chitarra e voce, Marco Bellucci tastiere. Erano appena iniziati gli Anni 80, la musica era di nuova generazione, tanto Ivano Fossati ed Eugenio Finardi. Serate col pienone, anche se fioriva la concorrenza dei piano-bar e delle prime discoteche».

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