Il Tirreno

Niente casa, costretti alla roulotte

di Divina Vitale

Famiglia castagnetana quarta in graduatoria alloggi. «Ospitati da amici, ora siamo sulla strada»

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DONORATICO. Una vita nomade, di casa in casa, grazie alla generosità di amici di famiglia. Ma ora la situazione si è complicata, non solo per la crisi, e Stefano Favilli e Valeria Taddei sono in mezzo ad una strada. Paradossalmente proprio quando, dopo anni ed anni di richieste, bussando alla porta delle varie istituzioni, sono arrivati quarti nella graduatoria degli alloggi popolari. Purtroppo però i tempi burocratici non si sono ancora conclusi, le case sono pronte (prive però di allacci, come avevamo annunciato nell’articolo uscito qualche giorno fa nel nostro quotidiano, e in ritardo di un anno nella consegna ufficiale), ma non possono essere assegnate. E loro, saranno costretti ad andare a vivere in un roulotte. Non si prospetta altro fino allo sblocco amministrativo dei dodici nuovi alloggi popolari.

A fare l’appello la sorella di Valeria, Roberta, esasperata dalla situazione e dispiaciuta per la madre, che piange ogni giorno. «Non sappiamo più a chi rivolgerci – ha dichiarato – riceviamo solo porte in faccia. Ed è assurdo perché noi siamo castagnetani doc: nati e cresciuti in questo paese. Eppure non veniamo tutelati da nessuno. Mia sorella e Stefano solo lavoratori saltuari non hanno mai avuto un posto fisso, e con la mia famiglia ci arrangiamo da tempo per aiutarli. Purtroppo non siamo tutti fortunati nella vita e loro lo sono stati pochissimo. Poi, ci tengo a precisare, che non chiediamo niente gratis. Eravamo disposti a pagare un affitto per sistemarli in attesa della consegna dei nuovi alloggi. Ma niente, l’amministrazione ci ha risposto picche. Ed è arrivata la soluzione roulotte, che però mi preoccupa perché si va incontro all’inverno e anche a livello morale e di dignità personale. Mia sorella soffre anche di depressione».

Valeria lavora come badante, ad ore, e Stefano si arrangia come capita: manovale, in campagna etc… Hanno seguito il percorso burocratico per chiedere, con la presentazione del modello Isee, l’assegnazione dell’alloggio popolare, e finalmente sono arrivati quarti in graduatoria. Anche la famiglia, Roberta con la madre, abitano nelle case popolari di Castagneto. «E’ da due mesi che cerchiamo di parlare con l’assistente sociale – dice Roberta- ma inutilmente. Anche se fosse in vacanza dovrà pur esserci un sostituto. E’ una situazione imbarazzante. Capisco che ci siano altre persone come mia sorella in attesa di un alloggio, ma probabilmente sono sistemate e possono attendere i tempi di consegna del nuovo complesso pep a Donoratico.

Invece loro sono a spasso perché l’amico che li ospitava non può più. E’ da marzo che cerchiamo una via d’uscita e oggi ancora niente. Eppure esistono, ne sono certa, case vuote di proprietà del comune che dovrebbero far fronte all’emergenza abitativa. Per non della ricerca di lavoro. Purtroppo anche la crisi ci si è messa. Mia sorella è sempre più depressa ed io cerco di aiutarla anche per non vedere soffrire troppo mia madre. E’ spiacevole perché è la nostra stessa comunità che non ci viene in soccorso. Mi spiace dirlo, ma oggi giorno, essere stranieri, aiuta di più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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