Il presidio
Benedetti propone: «Un solo Comune fra Cecina e Bibbona»
Il sindaco ci crede: un ente da oltre 30mila abitanti I vantaggi? Via subito i vincoli del patto di stabilità
CECINA. Non è un’uscita agostana, una di quelle proposte-slogan che si lanciano, fra un bagno e l’altro, sotto l’ombrellone. Stefano Benedetti ci crede. Dice di crederci veramente. «Perché non iniziare una discussione, un percorso che porti alla fusione tra i comuni di Cecina e Bibbona?», la butta lì in un caldo sabato pomeriggio. Di certo la proposta non si può dire sia antistorica se è vero che fino al 1906 Cecina era sotto Bibbona salvo poi passare comune unico nella provincia di Pisa. E raccoglie, se si vuole, quelle istanze riformiste che puntano decisamente ad una razionalizzazione degli enti periferici dello Stato.
Ma come conciliarla con processi di unificazione delle funzioni già avviati, tipo quello - non a caso - consolidato proprio tra Bibbona e Castagneto? I due comuni, già individuati dalla normativa regionale (legge 68 del dicembre 2011) come un unico ambito, il numero 18, hanno già accorpato la funzione di polizia municipale. E così è successo anche per i comuni collinari della cintura pisana, già riuniti nell’Unione, anch’essi con funzioni unificate di polizia municipale, scuola e presto anche tributi.
«Ci troviamo in una fase istituzionale - spiega Benedetti - in cui si è riacceso il dibattito sul superamento di alcuni enti locali e la necessità di individuare forme di unificazione o accentramento delle funzioni. Penso al superamento delle province. Ma penso anche alle previsioni per il 2015 di modifica della legge regionale che rivede la rappresentanza, ridisegna i collegi e taglia il numero dei consiglieri. Già la legge regionale del 2011 sulle norme per le autonomie locali individuava alcuni ambiti. Quello di Santa Luce con Pastina, orenzana, quello dei nostri comuni pisani come Casale, Guardistallo, Riparbella, Castellina e Montescudaio, e poi quello di Castagneto e Bibbona». Ora, fra questi ultimi due comuni c’era l’esigenza di accorpare alcune funzioni trattandosi di enti sotto i 5mila abitanti. Ma io faccio un ragionamento di questo tipo, anche perché il quadro normativo di riferimento è in grande evoluzioni. Su alcune funzioni, penso per esempio alla formazione e ai servizi scolastici, Bibbona è strettamente connessa con Cecina. Apriamo una riflessione e valutiamo se ci sono le condizioni per arrivare presto alla definizione di un comune unico». D’accordo. Ma i vantaggi? «Cecina ha poco più di 28mila abitanti - spiega il sindaco - con Bibbona potremo avere un comune sopra i 30mila e questo offrirebbe alcune opportunità, non solo in termini di erogazione di contributi». Benedetti parla, per esempio, dei vincoli del patto di stabilità. «Noi abbiamo 6,5 milioni di avanzo di amministrazione congelati. Con l0unificazione potremmo beneficiare di deroghe, per alcuni anni, ed investire queste risorse». Tra Cecina e Bibbona c’è anche una “contiguità turistica”, oltre che naturale (pensiamo alla pineta). Ma la riflessione del sindaco allarga ancora di più i confini. «Visto che si dovranno rivedere anche i collegi elettorali con la nuova legge per eleggere i consiglieri regionali, perché non pensare alla revisione dei collegi per aree omogenee. In questo modo la bassa Val di Cecina potrebbe formare un unico collegio con l’Alta val di Cecina». Benedetti si ferma qui. Ma sulla proposta non intende fare passi indietro. «No, non ne ho ancora parlato col sindaco di Bibbona ma mi auguro che si apra una discussione». All’interno - fa presente - di tutti i comuni della bassa Val di Cecina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
