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Troppe sagre e pochi controlli
Confcommercio accusa: disatteso il regolamento per le iniziative al Parco delle Sughere
DONORATICO. Torna il problema sagre al Parco delle Sughere di Donoratico. Troppe date, centinaia di coperti e a farne le spese, per lo più, le attività di ristorazione presenti nel comune.
Non è bastato un nuovo regolamento, con la riduzione delle date da 85 a 56, e il passaggio da 9 a 8 o 7 giornate, oppure a 4, per bilanciare le cose. Risultano ancora eccessive le feste in calendario, bassa la media dei controlli e poca chiarezza nei bilanci. Questo quanto denunciano le associazioni di categoria. La crisi morde e anche qualche coperto per alcune attività a medio-basso prezzo potrebbe fare la differenza.
Ma si sceglie la sagra. Con numeri e fatturati da sballo. La media a sera è di 400-500 coperti in piena stagione turistica, ma si può raggiungere gli 800 con le sagre più frequentate, come quella del pesce o del tortello.
«Le associazioni che partecipano al calendario delle sagre sono senza scopo di lucro – commenta Giuseppe Grazzini, presidente Confcommercio Castagneto Carducci – fatto sta che nei bilanci passati si dichiarava un fatturato di circa 150mila euro per nove giorni. La differenza con le attività è che queste non devono pagare tasse, dipendenti, e non subiscono controlli continui per le condizioni igienico-sanitarie. Un passo avanti è stato fatto nella riduzione delle date ma ancora non siamo soddisfatti: avevamo proposto di destinare una parte degli incassi dei coperti (2 o 1,50 euro a coperto) per il sociale ma vogliamo vederle queste donazioni fissate nero su bianco. Poi si dichiarano 2000 coperti in nove giorni ma non è credibile. Si sa che in media si aggirano attorno ai 4-500 a sera con punte di 800. E’ una questione delicata ma va riaffrontata».
«Non siamo contro le associazioni sportive o altro – aggiunge Gabriele Bilanceri di Confcommercio – ma il fatto è che, nel concreto, funzionano come attività di ristorazione vere e proprie e la gente pensa di spendere meno che andando altrove. Mentre magari c’è una fascia di ristorazione che avrebbe gli stessi prezzi della sagra. Il tutto viene realizzato in un Parco pubblico che dovrebbe essere sfruttato principalmente per l’intrattenimento e lo svago, mentre nel week end è un ristorante vero e proprio».
«Il regolamento rivisto – continua Bilanceri - è stato nuovamente disatteso, soprattutto per i controlli che dovevano aumentare e invece sono rimasti gli standard del passato».
« Il volume d’affari è grande e la concorrenza alle attività di ristorazione sul territorio notevole. Considerando la crisi tutto si aggrava. Negli anni passati il fatturato totale si avvicinava ad un milione di euro. Mica spiccioli».
E conclude: Noi non demordiamo e ci impegneremo per ridurre ulteriormente le giornate già dal prossimo anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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