Il Tirreno

«I clienti del locale non sono animali»

di Gianni Parrini
«I clienti del locale non sono animali»

Cinzia Guidi, titolare della discoteca contestata, difende il popolo della notte. E il sindaco Pellegrini riapre ponte Riacine

4 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «I miei clienti non sono animali. Su 2.500-3.000 persone ci può essere un gruppetto di “coglioni” che si comporta in maniera incivile. Ma per colpa loro non possono chiudere la strada». Cinzia Guidi, titolare della discoteca Tinì, ieri mattina c’è rimasta male quando, leggendo il giornale, ha scoperto che il sindaco di Montescudaio aveva emanato un’ordinanza per chiudere la frazione del Fiorino ai non residenti in questa notte di Ferragosto: «Colpa dei clienti della discoteca – aveva tuonato Aurelio Pellegrini – Fanno sesso nei giardini e altri bisogni vicino alle case. Intollerabile». Una brutta sorpresa per la titolare della discoteca, che da tempo si batte per far rendere al meglio la sua attività, senza creare danno ai residenti della vicina frazione.

La terra di nessuno. Del resto il Tinì paga una collocazione non proprio semplice, al confine tra il Comune di Cecina e quello di Montescudaio. «Siamo in un limbo – spiega la Guidi – Il nostro locale, compreso il ristorante, è l’ultimo numero civico di Cecina. Dal cui abitato siamo divisi dalla superstrada. Già anni fa chiesi che quest’area fosse annessa al Comune di Montescudaio, per il quale al momento siamo solo un vicino troppo rumoroso. Purtroppo, in questa situazione nessuna delle due amministrazioni si vuole prendere la briga di affrontare la questione: noi siamo disposti a sederci intorno a un tavolo per cercare di risolvere gli eventuali problemi che sorgono nelle sere in cui organizziamo i grandi eventi. Che, a dirla tutta, in estate non sono più di 14».

La notte di Ferragosto. La Guidi ci spiega le sue ragioni proprio mentre sta preparando la mega festa di questa sera, alla quale sono attese quasi 3.000 persone. «Arrivano da tutta Italia e non solo – racconta – È una data particolare perché qualche anno fa, proprio il 14 agosto, ho perso mio figlio. Il locale era suo e io dedico tutta la mia vita a questo lavoro, con l’obiettivo di ricordarlo al meglio. Per questo ho organizzato un parcheggio sorvegliato e se c’è bisogno – scherza la titolare metterò qualcuno a vigilare sui ragazzi all’uscita, per evitare che facciano i bisogni vicino alle case. Ma mi sembrerebbe eccessivo: ripeto, i miei clienti non sono animali».

La lettera. Intanto, la Guidi un risultato l’ha ottenuto: ieri mattina, subito dopo aver saputo dell’ordinanza, ha scritto una lettera al sindaco Pellegrini chiedendogli di non chiudere ponte Riacine: «Impedirebbe l’accesso al parcheggio di pertinenza del locale, creando non pochi problemi», spiega la titolare del Tinì.

La missiva ha centrato l’obiettivo: «Ho deciso di non convalidare l’ordinanza di chiusura del ponte – spiega il sindaco di Montescudaio – In effetti, c’era stato poco preavviso e il provvedimento non sarebbe servito a tutelare gli abitanti del Fiorino, la cui area rimarrà comunque interdetta ai non residenti. Ma se in futuro continueranno gli episodi di inciviltà non mi farò scrupoli a chiudere il ponte. Questo lo considerino un preavviso: io non sono l’assessore al turismo del Comune di Cecina, devo pensare solo agli abitanti della mia frazione».

Il mistero del parcheggio. Pellegrini chiude la polemica ma getta un interrogativo sul parcheggio secondario del Tinì: «Qualcuno dovrebbe spiegarmi se è possibile trasformare un campo in un parcheggio a pagamento (costa 2 euro a serata, ndr)– afferma il sindaco – Ma su questo non posso aiutarvi: dovete chiedere al sindaco di Cecina».

Pregi e difetti del turismo. Da parte sua, il primo cittadino Stefano Benedetti prova a dribblare la polemica: «Pellegrini? Oggi non l’ho sentito, ma ho dato mandato agli uomini della nostra Municipale di accordarsi con i colleghi di Montescudaio: vigileranno sul ponte di Riacine perché non ci siano parcheggi selvaggi. Capisco la preoccupazione di Aurelio, ma questa è una zona che vive di turismo e dobbiamo dare ai giovani delle occasioni di divertimento. Altrimenti rischiamo di vederli fuggire verso la Versilia e il grossetano. I problemi con il Tinì ci sono da anni ma vanno risolti mettendosi intorno a un tavolo». Tutti disponibili e propositivi, dunque. Resta solo da capire chi sarà il primo a mandare gli inviti per affrontare la questione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web