Il Tirreno

Quando il design è dare nuova vita a oggetti del passato

Nel suo “Garage del cenciaio” l’architetto Simone Lambardi produce creazioni di recupero per uno scambio solidale

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ROSIGNANO. Oggetti innovativi, spesso con caratteristiche di design particolare, realizzati con materiali di scarto di ogni tipo. Tavoli che sono anche sedie, giochi che sono anche lampade: la filosofia di Simone Lambardi è quella di riutilizzare tutto, per realizzare prodotti da regalare secondo un’ottica di solidarietà e risparmio.

Simone Lambardi, architetto, laureato a Firenze, vive a Rosignano Solvay con la compagna Patrizia Monzani e la piccola Teodora. Oltre a portare avanti il lavoro di architetto, Simone ha sviluppato un interessante progetto di produzione e trasformazione di materiali abbandonati e recuperati chiamato "Il garage del cenciaio".

Le città che segnano il suo percorso formativo sono Firenze, Berlino e Barcellona. A Berlino arriva nel 2002 realizzando il suo primo lavoro di restauro, collaborando con alcune gallerie d'arte e studi di architettura. Dal 2007 al 2008 vive a Barcellona dove collabora con l'architetto Marcus Riu Haberlander e collabora con l'artista Chema Alvargonzalez realizzando opere d'arte audiovisive e fotografiche. Infine nel 2008 decide di tornare nella sua città natale, Rosignano Solvay, dove continua a lavorare come architetto e comincia anche a interessarsi di "permacultura". Da più di dieci anni Simone si occupa di rappresentazione architettonica digitale e animazione, collaborando con studi di architettura, gallerie d'arte e producendo oggetti di arredamento in modo artigianale. Qui si colloca "Il garage del cenciaio", luogo di progettazione e produzione ma anche deposito di materiali di ogni genere da cui Simone ricava oggetti nuovi recuperando e riciclando materiali, portando vecchi oggetti ad una nuova vita.

Tra i lavori raccolti nel suo sito (www.silark.it) troviamo ad esempio il "sediavolo", un oggetto che può fare da sedia e tavolo, creato da una bobina elettrica per l'avvolgimento dei cavi. Oppure il "tamgranlux", una lampada e anche un gioco, formata da quattro placche colorate mobili che tramite bottoni a pressione possono creare qualsiasi forma e adattarsi ad ogni ambiente. La concentrazione sul recupero dei materiali gli deriva dalla consapevolezza dell'incompatibilità di una crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate. Simone fa l'esempio di una busta che contiene biscotti «questa busta ha un valore importante quando la compriamo; trasporta i biscotti e li contiene. Una volta esauriti i biscotti la busta ha comunque un valore, basta trasformarla. Ha contenuto qualcosa che abbiamo considerato prezioso fino a un istante prima. L'unico modo di dare senso ad un imballaggio inutile che ci viene dato comunque è quello di riutilizzarlo, farlo diventare un'altra cosa». Sin da bambino Simone sperimenta e si misura con diverse tecniche artigianali. Crescendo, matura la consapevolezza che è meglio saper ampliare le conoscenze sempre più «un architetto deve sapere anche cosa significa fare dei lavori di muratura se vuole capire davvero il suo lavoro con una prospettiva differente». Con il garage del cenciaio Simone prolunga la vita degli oggetti, immagina e trasforma, li scambia con altri. Gli oggetti prodotti da Simone nel suo laboratorio non sono mai stati venduti ma scambiati con altre persone in piccoli lavoretti, esperienza, gesti di solidarietà. In questo senso secondo Simone si potrebbe costruire un diverso approccio con gli altri, investendo in un cambiamento culturale, condividendo azioni e lavori come si faceva nei campi, tornando ad essere più solidali e consapevoli.(s.t.)

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