Il presidio
Non invita il capo a cena, agente punito
Poliziotto nel mirino, il sindacato Coisp critica duramente il questore di Livorno
Un poliziotto non invita i capi a una cena privata e viene punito con una sanzione disciplinare dal questore. Un agente sindacalista, super specializzato tanto da fare l’istruttore di tecniche operative, viene mandato all’ufficio denunce «perché reo di aver contestato delle decisioni del questore», come denunciano lui stesso e i sindacati. Sono alcuni degli episodi, segnalati dal Coisp, che si sono verificati negli ultimi tempi nella questura livornese. E ora, dopo varie contestazioni, il Coisp annuncia una visita ispettiva nella sede livornese della polizia per capire meglio i confini della vicenda. «Adesso si esagera, il clima è invivibile: è opportuna una urgente visita ispettiva!», scrive la segreteria regionale del Coisp.
Il primo caso riguarda un ispettore che presta servizio nella sede centrale della questura in via Fiume. In base a quanto emerso, l’agente qualche settimana fa ha deciso di organizzare una cena con alcuni colleghi amici e così, per guadagnare tempo, ha messo nella bacheca della questura un annuncio con la lista degli invitati. Solo che dall’elenco erano stati esclusi un ispettore di grado superiore e il capo. Quel fogliettino affisso in bacheca ha destato le ire degli esclusi, in particolare di uno di loro che si è lamentato col capo, dicendo di sentirsi discriminato. Questi a sua volta ha girato la questione al questore, il quale ha applicato nei confronti dell’organizzatore della cena la sanzione disciplinare del richiamo scritto.
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