Il Tirreno

Negozianti amareggiati «Senso unico inutile»

Negozianti amareggiati «Senso unico inutile»

Tutti sotto choc per l’incidente mortale in via Macchiaioli e la valanga di accuse «Non abbiamo impedito in alcun modo la messa in sicurezza della strada»

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CASTIGLIONCELLO. Sono scossi e indignati i commercianti di via dei Macchiaioli. Scossi per la morte su quella strada del giovane Cesare Meini, in seguito all’incidente di domenica scorsa, ma non ci stanno ad essere accusati di avere impedito la messa in sicurezza della strada opponendosi alla proposta del senso unico. Così espongono le soluzioni alternative già avanzate in passato. Soluzioni che, ci tengono a precisare, «non si riferiscono all’incidente di domenica». Si sentono sconfortati per quanto accaduto al giovane e alla sua famiglia, ma sono anche indignati. Antonio D’Antuonio, titolare del negozio di frutta e verdura mentre parla tira fuori da dietro il bancone la fotocopia di una conversazione ripresa da Facebook: «ci danno degli “ipocriti” – dice amareggiato - perché ci siamo opposti alla proposta del senso unico, ma io non lo accetto, il senso unico non avrebbe reso la strada più sicura». «Anzi – ribatte il titolare della vicina pizzeria Lo Chalet, Yosry Korany – forse col senso unico le auto andrebbero anche più veloci». Anche Patrizia Torrini titolare fino a poco tempo fa dell’edicola e protagonista negli anni passati di tante proteste, respinge le accuse di “egoismo” rivolte ai commercianti: «ci siamo opposti al senso unico – afferma – non solo per una questione di flusso di lavoro, ma anche e soprattutto perché riteniamo che non sia la soluzione e che invece aggravi la situazione; anche ai residenti – prosegue - hanno firmato la petizione contro il senso unico, perché avrebbe causato loro disagi». Eugenia Del Bigallo, del negozio di parrucchiera “Noi che…” dice che quella di domenica è stata «una tragedia che si poteva evitare». Una frase detta sull’onda dell’emozione che certo non pretende di dare soluzioni. Certo però è che il senso unico continua a non convincere commercianti e cittadini che credono più efficaci altre misure. Molti, fra cui anche Korany sostengono l’utilità dei «dissuasori, soprattutto – dice il ristoratore - in prossimità degli incroci». «Bisogna fare – sostiene Torrini - la zona a 30 chilometri orari». Il nuovo titolare dell’edicola, Enea Biagini, afferma che «dovrebbero venire più spesso i vigili con l’autovelox, e andrebbero spostati i parcheggi su un solo lato della strada perché le auto parcheggiate tolgono la visuale a chi si immette dalle vie traverse». «Ci vorrebbero anche dei marciapiedi - dice una signora residente nelle vicinanze – a volte io e mia figlia per venire a fare la spesa qui invece di camminare lungo via Macchiaioli passiamo dalle stradine interne. Allunghiamo la strada ma siamo più tranquille». «L’autovelox è la soluzione sostenuta anche da Andrea Negrini villeggiante di Prato, che aggiunge: «a volte basterebbe avere un po’ di coscienza».

Chiara Castaldi

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