Il Tirreno

Manca il sangue? A Cecina se ne dona di più

Rispetto al 2012 crescono i prelievi. L’appello dell’Avis prima delle ferie: «C’è ancora tanto bisogno»

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Manca il sangue. Il presidente della sezione Avis di Cecina, Massimo Simoncini, commenta i dati del centro regionale al 1° di agosto e conferma che la Toscana ha dovuto chiedere un contributo al Piemonte per quanto riguarda l’attività svolta in luglio.

Per fortuna, la Bassa Val di Cecina è in controtendenza: la conferma viene dai numeri, con 154 donazioni in più rispetto al periodo gennaio-luglio 2012. Un segno positivo, che però non basta per abbassare la guardia. «Anzi, prima delle ferie - raccomanda Simoncini a tutti – donatori e non – informatevi in ospedale se c’è necessità di donare». Purtroppo, lo ha sottolineato anche l’assessore regionale Luigi Marroni, le malattie non vanno in vacanza. Interventi chirurgici, traumi, trapianti e parti sono soltanto alcune delle situazioni in cui c’è bisogno di sangue. Senza considerare gli imprevisti e chi è malato e necessita delle trasfusioni. Il quadro della sezione comunale è comunque buono: i donatori sono in totale 1.596 (963 uomini e 633 donne) e garantiscono contributi notevoli. Ma non basta, perché i problemi aumentano e servono sempre nuove braccia. Per iniziare è sufficiente essere maggiorenni. In ambito regionale, il quadro è il seguente: la richiesta per il gruppo A positivo e negativo è urgente, per il B è fragile e urgente, per lo zero è fragile ed emergenza, per l’AB è stabile e fragile. Insomma, il punto critico riguarda lo zero negativo e, proprio per questo, Simoncini lancia l’appello e chiede, anche ai donatori occasionali, di sostenere la causa visto il momento critico.

«È una scelta personale – dice – ma con un gesto semplicissimo si possono aiutare tante persone». Il numero del nostro centro trasfusionale al quale chiedere informazioni è 0586-614.284 (0586-68.36.54 sede di piazza Alessandrini e 338-78.28.477). «Faccio appello alla sensibilità di ognuno di noi», conclude il presidente.

La richiesta di aiuto al Piemonte non deve passare inosservata, ma deve insegnare che, con piccolo contributo, è possibile dare una risposta ai problemi. In Italia, ogni giorno circa 1800 persone necessitano di trasfusioni, sempre controllate. I mesi caldi amplificano tutto questo: l’Avis di Cecina risponde con i numeri, e con la ricerca costante di nuovi donatori. Per quanto riguarda le prestazioni dal 1° gennaio 2013 al 31 luglio scorso, le donazioni di sangue intero della sezione sono 1.146 contro le 1.085 dello stesso periodo nel 2012 e le plasmaferesi sono 651 (516). Bene così. (m.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera