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I socialisti puntano al rilancio del brand Alta Maremma
CECINA. Il segretario del Psi di Cecina Adriano Bombardi torna a parlare del brand Alta Maremma e di come fare per rilanciare il turismo. «Apprezziamo quanto proposto da Gaddo della Gherardesca e dal...
CECINA. Il segretario del Psi di Cecina Adriano Bombardi torna a parlare del brand Alta Maremma e di come fare per rilanciare il turismo. «Apprezziamo quanto proposto da Gaddo della Gherardesca e dal Sindaco Tinti di Castagneto Carducci in quanto riconoscono innanzi tutto le potenzialità eccezionali che ha il nostro territorio, le quali non vengono però adeguatamente pubblicizzate e sfruttate dagli operatori del settore».
A tale conclusione era già giunta nel lontano 1981 l'Associazione Intercomunale n. 14 che propose ai comuni il Progetto Maremma, un piano per lo sviluppo del turismo locale. «Si era già capito che per far fare un balzo in avanti alla qualità dell'offerta turistica occorreva innanzi tutto una collaborazione tra tutti gli enti interessati. Lo studio aveva già evidenziato che la costa della Maremma sia livornese che grossetana, con il suo entroterra era un ambito sufficientemente omogeneo, con ambiente naturale non degradato: mare, pinete, colline ,borghi, arte, storia, ecc.»
Insomma l'Alta Maremma o la Costa degli Etruschi che dir si voglia ha ancora tutte le carte in regola per potersi presentare sul mercato internazionale senza timore di essere seconda a nessuno, purché tutto il territorio venga tenuto insieme. «Come Socialisti di Cecina sono anni che portiamo avanti iniziative che hanno come obiettivo la gestione e promozione turistica in forma associata e coordinata di tutto il territorio della Val di Cecina, ma non veniamo quasi mai ascoltati.
Recentemente abbiamo anche proposto al consiglio comunale di Cecina, che l'ha approvata, una mozione che impegna il sindaco ad attivare il progetto di coordinamento del turismo fra i comuni della bassa val di Cecina, che era già stato approvato nella scorsa legislatura e di predisporre un nuovo piano triennale del comprensorio che veda coinvolti i dieci comuni, le due province, le associazioni di categoria e i consorzi presenti sul territorio».
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