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Il Pd prova a fare la pace ma si scopre ancora diviso

Il Pd prova a fare la pace ma si scopre ancora diviso

Dopo il brindisi per la condanna di Berlusconi, tiene banco il caso-Fulceri Alla fine nel direttivo della Guido Rossa riaffiorano accuse e antipatie politiche

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CECINA. C'era una bottiglia di spumante sul tavolo, ma nessuno se la sentiva di esultare troppo. La condanna di Berlusconi non ha prodotto nel direttivo del circolo Pd intitolato a Guido Rossa manifestazioni di particolare soddisfazione. Difatti la riunione, cui hanno finito per partecipare anche militanti di base, poneva all'ordine del giorno il tentativo di sedare le ultime vivaci polemiche tra i dirigenti dei circoli. E la crisi del Pd era sottotraccia.

Dopo la relazione dettagliata di Michele Imbroglia sugli adempimenti rituali del circolo (gazebo, volantini, autofinanziamento, bimestrale informativo, apertura della sede, progetto solidarietà) si affrontava la questione dirimente della mancata tessera al renziano Fulceri, oggetto di interventi sul web e sulla stampa. E così si apprendeva che lo stesso aveva ricevuto l'iscrizione al Pd dalla sezione Marina Centro, decisione che assumeva una implicita critica da parte della segreteria Biondo a quella del circolo Rossa. Alla fine della discussione il nuovo segretario comunale Benedetto Roventini tagliava corto sulla questione: «Per me il caso Fulceri non esiste. Non mi è stato nemmeno menzionato. E comunque la tessera non si nega a nessuno, se non per gravi motivi di carattere giuridico».

Ma prima di lui, Vincenzo Argentieri, dirigente provinciale e regionale del Pd, rivendicando la legittimità di intervenire sulla stampa, in un duro contenzioso su questa materia (che ha implicato vari interventi), puntualizzava la necessità di rispettare meglio le norme statutarie, a suo dire, più volte evase. Come nel caso Fulceri. Poi il dibattito si volgeva sempre più serrato sui temi specificatamente politici e su questa materia apriva la discussione Luigi Valori, esponente di Cecina Adesso, che rimproverava al gruppo di Civati, leggi area Biondo-Argentieri-Parenti, l'avvicinamento con iscrizione all'associazione Laboratorio democratico (l'altro gruppo dei renziani). Valori criticava difatti quella adesione ad una associazione che nelle elezioni di Riparbella si era contrapposta al Pd e che rivendicava una netta distanza critica dal Pd cecinese. Intervenivano dunque sul rapporto partito-stampa il giovane Edoardo Battini, della nuova segreteria comunale, Stefano Lessi, già segretario del circolo, Lia Burgalassi, assessore nella giunta Benedetti, e Claudio Vanni, già sindaco del Comune cecinese.

Vanni, riprendendo alcuni spunti offerti da Lessi, riportava il dibattito sulla "natura"del Partito democratico. «Un partito mai nato - affermava - condizionato da gruppi oligarchici sempre più frantumati. Un partito sempre più in mano a guerre personalistiche e che lascia quindi un grande spazio in cui inevitabilmente si inseriscono gruppi, associazioni, realtà diverse che finiscono per riempire un vuoto di iniziativa politica del partito del centro-sinistra». Intervenivano poi su questi temi Taddei, Cinguetta e lo stesso Roventini, che prometteva un ampio confronto con le associazioni e i gruppi esterni al Pd subito dopo la pausa estiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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