Il presidio
Il mare si mangia un pezzo di spiaggia
Danni al Villaggio francese: sparito un tratto di arenile e perse due file di ombrelloni. Il gestore: «I nostri sospetti sul porto»
CECINA. Cento ombrelloni persi, la spiaggia scomparsa per metà e un campo da beach volley che non c’è più perché non c’entra in quel fazzoletto di rena. Una mini rivoluzione nel giro di un anno. I titolari del “Villaggio club Cecina”, che in città è conosciuto come il campeggio dei francesi perché venne realizzato dai imprenditori d’oltralpe, non parlano di responsabilità diretta; non si vogliono esporre più di tanto senza dati alla mano. Ma il loro sguardo punta dritto verso sud, verso quel braccio di terra e sassi in costruzione col porto turistico. Che ha la forma di un punto interrogativo e che catalizza i sospetti di balneari e associazioni di categoria.
Gli attacchi. Nei giorni scorsi Confesercenti aveva ipotizzato che l’infrastruttura in corso d’opera fosse la causa del «cambiamento della linea di costa». Il riferimento, per niente velato, era proprio alla spiaggia gestita dal “Villaggio club Cecina”. Che nella parte a sud (vicino alla spiaggia libera) è ancora abbastanza lunga e che mano a mano che ci si avvicina al pennello di roccia verso il bagno Ippocampo (realizzato negli anni ’90) si strettisce sempre di più. Fino a diventare un filo sottile largo meno di un metro e mezzo.
Gli effetti. Si sono perse due file di ombrelloni (circa cento posti) ad uso e consumo degli ospiti del campeggio e non c’è più spazio per il campo da beach volley. Per rendere l’idea della portata dell’erosione oggi la gettata che ospitava l’illuminazione dell’impianto per la pallavolo è in acqua, oltre il bagnasciuga. «La situazione è drammatica – dice Gabriele Biondi, direttore del camping – un tratto di circa 20 metri di arenile è stato completamente eroso. E le conseguenze si riflettono sugli affari». I vecchi turisti, gli affezionati, non riconoscono più la struttura che frequentavano da anni e chi ha prenotato consultando le immagini sul sito internet si è trovato davanti qualcosa di diverso da quanto immaginava. «Non vogliamo accusare il porto o creare polemiche – dice Biondi – ma è logico che guardiamo a questa operazione come causa principale dei nostri guai. Problemi del genere non ne abbiamo mai avuti. A questo punto commissioneremo uno studio per cercare di rintracciare le origini dell’erosione. Stiamo pensando di chiedere anche un’estensione della concessione demaniale». La zona in causa non è neanche stata inserita nel mega piano di ripascimento già avviato da mesi. La sabbia, alle Gorette, arriva dall’Ippocampo in poi. Quindi, al campeggio dei francesi non avranno neanche la consolazione di un salvagente al disastro subìto.
Contatti. In realtà, la direzione del camping si è già incontrata con i responsabili della Circolo nautico Spa. Un faccia a faccia definito «costruttivo e pieno di disponibilità» a palazzo civico, davanti al sindaco. È avvenuto nel maggio scorso. In quell’occasione, la Circolo nautico si attivò per aiutare gli imprenditori. In due giorni, i camion della Sales posarono sull’arenile malato 4mila metri cubi di sabbia. Poi, arrivarono un paio di mareggiate e la rena se ne andò a largo. La situazione ha del paradossale se si pensa che in questi mesi i concorrenti (il camping dei fiorentini) hanno visto raddoppiare l’arenile. «La nostra sabbia è andata da loro», sostengono dal “Villaggio club Cecina”.
Dal porto. Cosa può essere accaduto? Si pensa che i lavori abbiano potuto avere effetti negativi sulle correnti. «La spiaggia a nord della foce ha girato, si è creato un cuneo vicino al braccio del porto che si assottiglia sempre di più - dice Giuliano Matteoli – ma prima di dire che sia colpa nostra ce ne passa, anche perché siamo partiti dopo anni di studi. In quella zona ci sono sempre stati dei problemi. Se venisse dimostrato un danno saremmo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Intanto, abbiamo già provveduto ad aiutare il campeggio con 4mila metri cubi di sabbia».
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