Il Tirreno

la riflessione

Luci e ombre legate all’industria

Luci e ombre legate all’industria

Cambiare nome avrebbe senso solo dopo la fine dell’azienda chimica

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. S'infiamma sempre di più il dibattito pubblico sul cambio di nome da Rosignano Solvay a Marina di Rosignano. La proposta come si sa è stata avanzata dall'Associazione albergatori e appoggiata poi anche dai commercianti "per ricostruire una immagine più turistica di questa frazione". A parte il fatto che non basta cambiare il nome ad un oggetto per farlo diventare un'altra cosa da quello che è, pare tuttavia che dai vari dibattiti, dai sondaggi, dalle interviste e da tanti altri segnali, la maggioranza propenda per il nuovo nome, nemmeno poi tanto originale, di Marina di Rosignano. Insomma sembra proprio che ci siano molte probabilità che arrivi presto il giorno in cui questo diventerà il nome di Rosignano Solvay. Sarà quello un grande giorno, un giorno importante, il giorno in cui trionferanno i numerosi detrattori della società chimica Solvay che da decenni denunciano gli inquinamenti, i soprusi, i deprecabili paternalismi dell'azienda, da loro considerata un esempio del peggior capitalismo. Comunque sia, non si tratterà soltanto della data di una variazione toponomastica, ma di una vera e propria svolta nella storia del territorio: l'inizio del processo di depurazione industriale di Rosignano. Il sogno più volte da molti vagheggiato di trasformare la fabbrica in un parco divertimenti, una sorta di grande Disneyland, sta forse per avverarsi? Chissà se in quel giorno qualcuno ricorderà che cosa ha rappresentato la Solvay per questo paese dagli anni venti in poi. Una azienda nata nel 1914 che aveva costruito per i suoi dipendenti case di varie tipologie, per dirigenti, impiegati e operai. E' vero: c'erano i "muretti" dei giardini e degli orti con varie altezze a seconda della categoria alla quale si apparteneva, ma per tutti era gratis l'affitto, la luce, l'acqua, la manutenzione dello stabile, le medicine per curarsi e le visite specialistiche. La società aveva costruito un ospedale che sembrava una casa di cura di lusso, del quale potevano usufruire gratuitamente dipendenti e loro familiari. Poi le scuole, una fornitissima biblioteca, lo stabilimento balneare, i campi da tennis, lo stadio e il famoso teatro Solvay che per anni ha rappresentato il centro culturale più importante di tutta la provincia. Tutto questo avveniva quando ancora in Italia non si parlava neppure di sindacati e Rosignano insieme ad Ivrea dove era l'Olivetti, costituiva il luogo più socialmente avanzato. A quel tempo i dipendenti Solvay di Rosignano erano quasi tremila, oggi raggiungono a malapena i seicento. Si vocifera che forse fra cinque o dieci anni la Società Solvay abbandonerà questo territorio e delocalizzerà i suoi impianti altrove nel mondo. Sarà vero? Non lo sappiamo, ma visto come vanno le cose non ci sarebbe da stupirsi. Allora Marina di Rosignano sarà un nome adatto a questo luogo. Infine vale forse la pena di ricordare una famosa battuta del grande Giovanni Spadolini, giurista, professore universitario, giornalista, direttore del Resto del Carlino e del Corriere della Sera, politico, presidente del Senato, più volte ministro, presidente del consiglio, senatore a vita che da quando aveva nove anni e fino al giorno della sua scomparsa, trascorreva a Castiglioncello le vacanze estive. Era molto affezionato a tutto il territorio e nell'estate del 1949, affacciandosi dalla terrazza erbosa del "Cardellino" e volgendo lo sguardo a sud dove si disegnava l'inconfondibile profilo dello stabilimento Solvay con le sue ciminiere, disse: "Che panorama meraviglioso, quello è il vero simbolo del lavoro, della civiltà e del benessere dell'uomo". Giovanni Spadolini, figlio di Guido insigne pittore fortemente influenzato dalla scuola dei macchiaioli, si intendeva naturalmente di panorami, ma soprattutto era un grande esperto di progresso sociale.

Dino Dini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli