Il presidio
Ecomar, ancora scontro sul raddoppio
Commissione sulla richiesta dell’azienda: il Pd sembra temporeggiare, Sel chiede chiarimenti
ROSIGNANO. «Dobbiamo trovare una forma di integrazione tra politiche del lavoro e del territorio, ambiente e salute dei cittadini, avviando un tavolo condiviso fra tutti gli attori della vicenda». Questo il commento dell’assessore all’urbanistica Margherita Pia dopo la commissione consiliare sulla vicenda Ecomar, l’azienda di trattamento rifiuti speciali che opera alle porte di Vada e ha chiesto di raddoppiare il quantitativo di prodotti da trattare (arrivando a 100mila tonnellate annue). E se l’assessore all’ambiente Daniele Donati ha spiegato a che punto è l’iter burocratico relativo alle autorizzazioni chieste dall’azienda (rinnovo dell’Aia e Via per il raddoppio), ha anche detto che «Il Comune, che ha favorito il confronto pubblico sulla vicenda dato che per primo ha fatto notare che Ecomar stava chiedendo il raddoppio dell’attività, ha presentato in Conferenza dei servizi alcune osservazioni sul flusso del traffico, il piano del rumore e sulla capacità degli impianti di sostenere un raddoppio produttivo». Ha ribadito la contrarietà al raddoppio Augusto Menconi, portavoce del comitato dei cittadini di Vada che polemizzano contro Ecomar: «Noi diciamo ovviamente no ad un aumento della produzione - dice Menconi - e, per quanto riguarda il rinnovo dell’autorizzazione, è necessari che sia legata ad alcune prescrizioni e non capiamo perché sia esente da una eventuale delocalizzazione». Punta a una ricollocazione anche Angela Porciani (Rosignano democratica), che su questa ipotesi ha presentato da settimane una mozione.
Sulla vicenda il Pd sembra temporeggiare, dato che il capogruppo Francesco Fornai ha detto «condividiamo il percorso per il trasferimento, ma legare il rinnovo dell’autorizzazione alla delocalizzazione è un’istanza che il Pd non recepisce». Ancora più chiaro Alessandro Lami, presidente della sesta commissione (ambiente e sicurezza) che ha voluto sottolineare come «possiamo ragionare di un trasferimento solo se l’azienda è in buone condizioni ed è competitiva», facendo capire di considerare il raddoppio della produttività come fondamentale per il futuro di Ecomar.
Ad incalzare, chiedendo un parere definitivo sulla vicenda, ci ha pensato Mario Baldeschi di Sel, ammesso ad esprimersi in commissione: «Il Comune deve chiarire cosa pensa del raddoppio». (a.c.)
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