Tanti progetti ma per ora le telecamere sono spente
Da anni si fa un gran parlare di videosorveglianza e si annunciano interventi Però gli unici occhi elettronici sono quelli di piazza Carducci: che non funzionano
CECINA. I furti dilagano. Non abbiamo ancora dati ufficiali ma, stando alle cronache, non passa giorno senza che venga visitato dai ladri un appartamento. In questo periodo non sono mancate nemmeno le aggressioni, entrambe in centro, con una ragazza che ha rischiato di essere violentata e, un paio di settimane dopo, una donna presa a pugni dal marito. Per non parlare delle tombe profanate al cimitero. Insomma, i reati non mancano. E se i responsabili delle aggressioni sono stati arrestati, gli autori di furti e danneggiamenti sono quasi tutti liberi.
Questa lunga premessa per dire cosa? Per dire che forse qualche telecamera in città non ci starebbe male e darebbe una bella mano a polizia, carabinieri e vigili urbani. E invece di telecamere se ne parla, se ne parla da anni, ma si rimane nel campo delle chiacchiere. Giorni addietro l'assessore Michele Grosso, rispondendo a un'interrogazione di Francesco Musotto, ha ricordato un protocollo d'intesa firmato il 5 giugno durante un incontro con il prefetto. Il protocollo si chiama "Mille occhi sulla città", slogan suggestivo, che comprende sia l'uso di telecamere che la collaborazione con gli istituti di vigilanza privata. Nello specifico, sempre in risposta a Musotto, Grosso ha aggiunto che l'amministrazione comunale, proprio in vista di quel protocollo d'intesa, ha presentato un progetto per attivare le telecamere in città, cimitero compreso. Lo conferma anche il sindaco Stefano Benedetti: «Quando la prefettura avrà in mano tutti i progetti dei vari Comuni potremo partire, attingendo a finanziamenti regionali».
Intanto però le uniche che si vedono sono quelle di piazza Carducci, le «telecamere del Guarguaglini» come ormai vengono chiamate con una certa ironia. Sì, perché quei dieci aggeggi piazzati tra il municipio e l'ex scuola Guerrazzi hanno funzionato per qualche giorno, poi stop. Dal 2008 sono lì, inutili come le mosche. Furono presentati dall'ex sindaco Paolo Pacini come un regalo da 60mila euro dell'ex numero uno di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini appunto, nell'ambito dell'operazione Selex SeMa (l'azienda ospitata negli uffici del polo tecnologico di Magona, anche quella una meteora). Funzionano? Sì, boh, no. Pare che il segnale non arrivi nella sala operativa della polizia municipale. Insomma, le uniche telecamere che ci sono non registrano, servono solo ai piccioni per le soste.
Tempo fa voleva metterne anche il parroco, stanco dei furti in chiesa. Beh, in chiesa c'era stato anche chi andava a commettere altri atti poco ortodossi, come la coppia sorpresa mentre faceva sesso nel confessionale. Lì le telecamere non sarebbero servite se non per alimentare il gossip. In ogni caso anche al duomo, dentro o davanti, di telecamere nisba.(a.d.g.)
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