Il Tirreno

ALLA LIMONAIA

Pupi Avati e la favola del cinema

Pupi Avati e la favola del cinema

Il regista, grande affabulatore, ha presentato il suo libro

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CASTIGLIONCELLO. E’ un regista mattatore che prende il microfono e dal palco della Limonaia, dove è invitato per parlare del suo romanzo “La grande invenzione” (Rizzoli), racconta gli episodi più curiosi della sua vita. La vocazione per il cinema, la conoscenza di Lucio Dalla, clarinettista alle prime armi che gli soffia il posto nella jazz band, la lunga e sofferta storia d’amore con la moglie, la Romagna delle balere del dopoguerra. Pupi Avati all’incontro gremito di pubblico rivela la straordinaria capacità di affabulatore. Da jazzista di fama e rappresentante della Findus alla scoperta del cinema alla fine degli anni Sessanta. Un fortunato finanziamento per la prima pellicola e un esordio fantozziano da regista: pronuncia “Ciak!” invece di “Azione!” alle prima ripresa. Figura bestiale. “Nun te preoccupa’, il film te lo facciamo noi” dicono i due operatori di Cinecittà. Tra il pubblico divertito c’era il regista livornese Paolo Virzì con la moglie Michaela Ramazzotti, interprete dei film di Avati, e i due figli Iacopo e Anna, due mesi.(f.l.)

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